ANNO IX - FASC. 1-2 GENNAIO-FEBBRAIO 1939-XVII La Porta Orientale RIVISTA MENSILE DI STUDI SULLA GUERRA E DI PROBLEMI GIULIANI E DALMATI Direttori: Bruno Coceani * Federico Pagnacco Il camerate dott. Giuseppe Stefani, causa le numerose sue occupazioni, lascia la condirezione de «La Porta Orientale», alla quale per otto anni diede la preziosa sua attività. La direzione della rivista, nel rammarico di perdere la sua collaborazione, esprime al camerata Stefani i più vivi ringraziamenti per quanto egli diede a «La Porta Orientale», porgendogli un fraterno saluto. TUNISI E L’ITALIA IMPERIALE Avevo lasciato Trapani molto dopo la mezzanotte, a bordo di un grosso motopeschereccio e già prima di mezzogiorno ero alla Goletta, anticamera di Tunisi, un tempo fortezza degli Infedeli. Emilio Pinchia nei suoi «Ricordi di Tunisi» del 1881 scriveva già allora che la Goletta à l’aspetto di una piccola e ridente città italiana e che la lingua italiana suona in ogni parte ed italiana è la maggioranza della popolazione. Pilotati, imboccammo il Canale, alla volta di Tunisi. Al porto un agente della polizia francese, avvertito delParrivo del singolare piroscafo italiano, che portava solo cinque persone oltre all’equipaggio, ci attendeva. E per due giorni non ci perdette mai di vista. Il mio viaggio non aveva scopi reconditi. Ero andato a Tunisi in pellegrinaggio d’amore, così come un giorno i fratelli dell’Italia libera venivano a Trieste a conoscere da vicino le vicende della nostra lotta contro il governo degli Absburgo. Mi ricordai quanto Enrico Corradini, l’indimenticabile maestro della nostra giovinezza, aveva detto quando nel 1911 visitò per la prima volta la Tunisia, d’aver trovato colà lo stesso spirito che pochi mesi prima aveva trovato nelle terre irredente, il risentimento contro l’occupatore vicino. Forse fu l’agente francese che richiamò in me tale ricordo.