362 REMIGIO MARINI fregio superiore dato dalla triplice ripetizione d una sagoma di legionario. Svolgono ancora il tema della «Maternità» i bassorilievi di Amoroso di Napoli, di Cassino Pino e Rebesio di Milano. Su gli altri domina il lavoro di Romano Pini: la madre di fronte, amorosamente ciiina sul bimbo che regge tra le braccia, è affiancata da due giovani donne di profilo volte anch’esse a sorridere al piccolo essere adorato, mentre un fanciullo ignudo nel mezzo si protende a guardarlo in un tentativo di fraterna carezza, fi gruppo è plasmato con superiore intuito della forma e della composizione: c’è un ricordo di armonia e di monumentalità classiche: e insieme un sentimento talmente vivo e sincero che evita a questa bella scultura il pericolo di scivolare nell’accademia. Alle colonie e ai colonizzatori s’ispirano Ugo Sordelli ed Enzo Minaccinoli di Pisa e Tonino Frassin di Bologna. Nel bassorilievo del primo (un uomo curvo suila vanga, una donna che palleggia il suo bimbo) troviamo un evidente richiamo all’Adamo ed Èva dei portali bolognesi del Della Quercia: maschia energia nell’atto del padre, semplice e profonda espressione nell’affetto della madre. Altra scenetta agreste e familiare ci presenta il secondo: anche qui una giovane madre siede serena sull’erba col bimbetto ultimo nato: in un piano leggermente arretrato si rincorrono due ragazzi ignudi, a sinistra: mentre un altro bambino sul davanti risponde simmetrico al gruppo materno di destra. Agile il movimento e il gioco delle membra: ben costruita la scena: opera del tutto buona se togliesse la sommarietà di qualche particolare. Temperamento educato anche più ai classici il bolognese Frassin: nell’impostazione, nello sviluppo del tema, nel magnifico legamento delle tre figure campeggianti nel bassorilievo. Il quale meriterebbe davvero la traduzione in bronzo: così inciso è il particolare e saldamente fuso il movimento dell’insieme. E non dimenticheremo «Gente di Carbonia» del senese’ Burac-cliini: armonica composizione che riempie tutto lo spazio con le fitte figure, alla maniera degli antiprospettici antichi, ma lo riempie bene: gli atteggiamenti e gli aggruppamenti vari delle rudi e nobili persone servono a creare una illusoria gradevole pluralità di piani. Altri bassorilievi degni di nota sono: quello sul tema della razza italiana del modenese Borghi: una madre presenta il figlio-letto alla maestà di Roma galeata e paludata. Composizione un po’ retorica ma non priva di pregi plastici; «Verso la quarta sponda» di Conti di Venezia, ben equilibrato nello spazio, nelle figure del-