102 PIERO STICOTTI Anche a Guido Maffei, come al suo grande compagno Guglielmo Oberdan, non fu dato di combattere con le armi per la redenzione delle nostre terre, e questa fu la tragedia delle loro anime ardenti di entusiasmo patriottico. Ebbe invece questa ventura il fratello suo Enrico Maffei, che, nato tre lustri prima di lui, potè da Costantinopoli, dove era imbarcato come capitano mercantile, abbandonato il servizio accorrere ad arruolarsi tra le camicie rosse e combattere al Volturno e più tardi a Bezzecca. Guido Maffei combattè con la penna valorosamente e indefessamente e di ciò la Patria gli è riconoscente. Sicuro di interpretare i sentimenti di Trieste faccio il voto che a Guido Maffei in riconoscenza dei suoi alti meriti patriottici sia solennemente conferita e consegnata dal Municipio di Trieste la medaglia dei cittadini benemeriti. Di un altro illustre concittadino occorre ravvivare la memoria, di Filippo Zamboni, poeta e garibaldino, capitano del glorioso Battaglione universitario romano nel Quarantotto e Quarantanove. Ne curammo il trasporto della salma a Trieste, l’apposizione di una lapide commemorativa sul nuovo edifìcio del Banco di Roma dove era stata la sua casa nativa, l’ordinamento delle sue collezioni d’arte e di storia, della sua copiosa corrispondenza, della biblioteca e dell’archivio dei suoi cimeli patriottici nel Civico Museo di storia patria e del Risorgimento, da noi fondato ancora alla vigilia della guerra mondiale e che fu inaugurato nel 1922 durante il X Congresso tenuto nella nostra città dalla allora Società Nazionale del Risorgimento. Ma il nostro desiderio più ardente fu sempre di vedere onorato questo nostro degno campione del Risorgimento con un busto da collocare sul Gianicolo accanto a quelli dei liberatori dell’Urbe. L’amico Ferdinando Pasini, che come noi fu discepolo e amico dello Zamboni e che conosce profondamente oltreché l’opera letteraria anche l’attività militare di lui per averne curato nel 1926 la edizione del libro postumo «Ricordi del Battaglione universitario romano», mi ha favorito un suo memoriale, che è insieme un elogio di lui e una motivazione del voto che vi proponiamo. Ve lo leggerò. «Filippo Zamboni nato a Trieste nel 1826, morto a Vienna nel «1910, riposa ora nel camposanto della sua città natale, poiché il «vivere lontano dalla patria gli fu sempre amarissima pena ed egli