212 CONCLUSIONE. La seconda parte di questo lavoro fu specialmente navale, mentre nella prima svolsi tecnicamente e criticamente il problema della difesa degli Stati continentali e marittimi, facendo una larga applicazione dei nuovi principii alla difesa dell’ Italia. La prima parte era il necessario, indispensabile fondamento al naturale sviluppo della seconda; e nell’esame critico dei sistemi difensivi continentali e marittimi noi vedemmo, infatti, come la mancanza di metodo e di fondamento abbia ritardata e compromessa la razionale soluzione del problema. Dopo avere nei parziali studi delle distinte forme offensive e difensive determinate quali opei’e sono indispensabili ad assicurare 1’ ufficio della flotta, quali utili ma non necessarie, quali dannose e superflue, ed abbozzato, con quella approssimazione che consente la novità e complessività della questione, un progetto di difesa navale ed un organico che permetta di compierla, debbo riassumere, a conclusione del lavoro, i principii e le norme che determinano il sistema, e tracciare con una breve applicazione lo sviluppo e modalità della nostra difesa. Coll’ esame critico dei diversi sistemi difensivi continentali e marittimi, studiai l’evoluzione dei principii fondamentali e dei ci'iterii sulla potenzialità dell’offesa e capacità difensiva dei varii fattori della guerra. Era questo uno studio indispensabile, onde stabilire un punto di partenza che permettesse di giudicare il valore relativo dei sistemi, e rintracciare nella evoluzione che per inerzia, o meglio per lento progresso, tende al naturale equilibrio delle energie che la determinano, la fiducia che avvalora il sistema. Procedendo alla ricerca dei fattori naturali del nostro sistema difensivo, prendemmo primamente ad esame le forze più vive, quelle che sono il primo elemento di ogni operazione di guerra: F esercito e la flotta.