I DETERMINANTI DELLA DIFESA INTERNA. 187 Distrutta 1’ armata, aperto il paese all’ invasione senza forze solide e bene inquadrate, senza buone linee di difesa, che cosa si potrebbe tentare contro un esercito che anela alla battaglia colla fede della vittoria ? Non facciamoci illusioni e confessiamo schiettamente che sacrificare una parte dell’ esercito in una battaglia, in tali condizioni, sarebbe colpa gravissima quanto il risparmiare l’armata. Non veggo quindi altra soluzione che quella di apprestare l’Appennino ad una efficace difesa col costruir'e durante il periodo iniziale qualche opera che assicuri il compito delle milizie locali. L’Appennino dalla Spezia a Bologna diviene il baluardo che copre l’esercito, permettendo di attendere l’opportunità di una rapida diversione assicurata dal conservato possesso del doppio versante dell’Appennino toscano. Non è questo il luogo di spingere 1’ analisi a tutte le conseguenze dirivanti dalla invasione diversiva; mi è sufficiente avere protestato, coi fatti alla mano, contro una generosa illusione ; dimostrata la necessità di accentrare quanto più è possibile, tenendo conto della presente e prossima capacità logistica del-l’Appennino e della penisola, i nostri espedienti nella zona strategica circoscritta da Bologna, Mantova, Piacenza, Spezia e Firenze, con dipendenze peninsulari verso Roma per coprirla e completare la difesa del campo trincerato. Sovra tutto poi vorrei che spiccasse il fatto eccezionalissimo ed incontestabile che, per la nostra difesa, sei navi capaci di mantenersi sul mare, e di operare attivamente, anche senza grandi cannoni e senza corazze, equivalgono quattro corpi di esercito impegnati sul fronte ligure, e non meno di tre corpi scaglionati nella penisola per far fronte alle invasioni che oggi non siamo in grado di contrastare, mentre poi ci salvano da una situazione pericolosa, quanto quella di avere disseminate le nostre forze a vantaggio dell’invasore. Le condizioni difensive della penisola nel secondo e terzo periodo della campagna sono poco dissimili, benché alquanto peggiori, da quelle che esposi, e quindi non torna conto di chiarire quelle sconfortanti questioni. Havvi, però, un fatto che merita speciale menzione. Durante i successivi periodi, cioè opera-