52 CAPITOLO SECONDO. Benché il periodo navale romano non debba essere accettato, come da molti si vorrebbe, in questo ritorno alla tattica ed alla strategia degli antichi, colla fede cieca del proselitismo, pure, tenuto conto del rapporto variabile della velocità delle navi alle distanze da percorrersi, gli ordinamenti navali dei Romani possono esserci di utile ammaestramento nel nostro nuovo e difficile compito. Sotto la repubblica le armate romane non ebbero stanze determinate e non vennero costituite permanentemente; ma venivano allestite al minacciare di un pericolo, ed in tali circostanze venivano eletti dei duumviri navali, o dei questori classici, incaricati di provvedere all’ ordinamento ed allestimento delle flotte, come ci viene ricordato da T. Livio e Polibio. Tanto gli eserciti, quanto le armate non ebbero stanze permanenti che sotto il regno d’Augusto ; il quale istituì in Italia le due Classis Prac-toriae di Ravenna e Miseno, al comando delle quali era destinato un luogotenente imperiale, assai spesso un liberto, col titolo di Praefectus classis. Ciò che* importa notare è che anche sotto l’Impero le flotte di Miseno e Ravenna furono indipendenti sempre, e non si riunirono mai nelle guerre imperiali, benché talora si trovi un solo prefetto al comando delle due armate pretorie. Nel Jonio dunque non avremmo sotto l’Impero stanze determinate, non avremmo centri organici per le flotte, e ci dovremmo accontentare di alcune stazioni secondarie scaglionate lungo le coste e collegate ai due centri principali di Miseno e Ravenna. Vi sono, però, molte buone ragioni per supporre che Taranto non fosse considerata come stazione secondaria, benché veramente essa non sia mai stata eletta alla dignità delle Classis Pradoriac, e lo stesso potrebbe dirsi di Brindisi, già stanza temporanea delle armate repubblicane e punto di partenza di quasi tutte le spedizioni orientali. Gli insegnamenti di Roma antica ci dimostrano quindi che due erano i grandi centri navali, ma che l’importanza accordata alla zona marittima Taranto-Brindisi ci costringe a considerarla come una terza sfera d’ azione quasi indipendente, solo apparentemente subordinata alla Classis lìavennas. La caduta dell’ Impero, la divisione dell’ Italia, il medio evo