— JT — ronn tali Ir proteste dei dalmata-romani che nel SM ai rinni a Spalato un «inodo, rai intervennero come legati pontifici leeone veaeovo di l’alestrina e Giovanni vescovo di Ancona con lettere di papa Giovanni X, Tona per il metropolita di Spaiato ed i veaeovl «noi «affragsnei. l’altra per I principi croati, il clero, (li ottimati ed il popolo da loro dipendenti. Nella prima il papa ai meraviglia che nella diocesi «|ialatina «erpeggi la dottrina di Metodio, non annoverato fra i aaeri scrittori, e*tranca ai aaeri volami II ministero del sacrificio divino dev’essere compialo in lingua latina, non slava: i vescovi estirpino dunque la mala pianta perché mai pift ripulluli. Nella lettera ai principi alavi li eaorta con i loro «additi ad offerire «ino dai primi anni t figli a IMo mediante lo «Indio delle lettere, perchè qaal figlio della santa cbic*a romana potrebbe dilettarsi di «acriOrare a Dio in lingaa barbara, cioè slavaf I quindici capitoli di quel «ino>lo danno tatti ragione ai romani e per loro al metropolita di Spalato (v. Ilefele Hittotr* de* to+riUs. voi. IV, paffg. 1316 e 1361) e, disconosciuta l'abasiva giartadisione del veaeovo di Nona, aatoriuano, ove le «oe pratose «i rinnovino, i legittimi vescovi latini a negare il battesimo, l’ordine «acro e la consoeraxione delle chiese in tutta la provincia soggetta al re dei Croati («ap. XII). Vietano ancora di promuovere ai gradi del «urrdotia in lingua «lava. Il vescovo di ttoma appello al papa, ma i capitoli del «inodo furono confermati, unsi un sinodo successivo riconobbe illegale la costituzione