patti contenuti nella ordinanza concordata fra governo, italiani e slavi non furono rispettati in riguardo agli italiani nè dai funzionari croati nè dal governo e suoi funzionari tedeschi. Ogni giorno ha segnato una sequela di violazioni sempre più gravi dei diritti della lingua italiana. È avvenuto così, che mesi fa Fi. r. governo austriaco comunicava al r. ministero delle poste del regno d’Italia e tutti i giornali del regno riportavano, ignorandone il senso, che le linee telegrafiche d’Italia erano state per la via di Trieste allacciate a...„. /.adar. Dov’è, cos’è Zadar? È il nome slavo di Zara. Cosi avvenne, che oggi la lingua interna di tutti gli uffici politici e fiscali in Dalmazia non è più l’italiana, ma non è neppure la serbocroata, bensì la tedesca. Il blinillenne uso della lingua latina, italiana nella Dalmazia nostra fu bandito nel 1912 per la prima volta e per esser sostituito da quello della tedesca. Valga l’augurio, che il bando sia durato soli due anni! Mì. Anche per il partito dell’on. Sinodlaka il tedesco non era piil il nemico tanto temuto: il |mrtito era cresciuto, aveva guadagnato seggi alla dieta, alia camera, uei consigli municipali ; era arri rato, ma si era mansuefatto. Non »’era ancora **) Anche nelle chic«« 1 '-ratti di DuIbuiì* tentarono di MMiiluin* noli' uni liturgie« »11« lingua latina I» lingua ve-trrwUra (glagolitica1. Bisogna notare eh* già nel 934 un «inodo di Spalato riaffermando F origine apostolica latina della chie«a dalmata «iato ira eh* Il clero ne do re tee «nere latina e vietava innovazioni Teiera»lave nelle diocesi di Palmaxia. Oli italiani di Ualmaaia furono anche nelle lotte fwenti ♦'«■tenitori delta latinità cattolica delle loro chiawt.