— 151 — pevano affatto nè orazioni nè d’altre pratiche del culto, così che anche per la quaresima cercavano d’impedire che ci andasse da loro il sacerdote. I missionari dall’unica famiglia proposta per l’ospitalità, furono accolti freddamente e interrogati perchè si fossero presa la pena di recarsi da loro. Il P. Pasi non si sgomentò, e cominciò subito dopo i complimenti d’uso a profittare della presenza e della curiosità di qualche piccino per insegnar loro a farsi il segno della croce e le orazioni più ordinarie, tanto che quella stessa sera riuscì a far recitare il Rosario. Mostrò alcune immagini sacre, e questo servì ad attrarre anche gli adulti. Passò quattro giorni in quel villaggio e era riuscito a destar dal sopore il popolo attirandolo al catechismo e alle istruzioni, e tutte le famiglie, anche le più povere desideravano avere i missionari in casa. Si segnalò sopra tutte l’unica famiglia di Fandesi, che c’era nel villaggio, di 40 persone, che sebbene ignorantissime di tutto, riuscirono a imparare la recita del Rosario la notte che ebbero i missionari tra loro. Non era stata una missione, ma il terreno era dissodato e ben disposto a ricevere la buona semenza in una prossima occasione. Da Vogova il 28 si recò a Firza per una sola notte istruendo gran parte della medesima; da Firza il 29 si recò a Moglica per aiutarvi il P. Sereggi; il 30 passò a Sillabi. Non ostante però la generale freddezza che incontravano i missionari da principio, a mano a mano che l’istruzione penetrava in quelle anime, si destava un grande interesse e zelo per imparare, così che non era raro che si prolungasse l’istruzione fino a notte inoltrata. Mette conto riferire alcuni cenni che il P. Pasi ci fa delle condizioni dellTslamismo nelle regioni di Gjakova a quel tempo, e certi fatti particolari. Egli prende le mosse dal fatto che mentre una sera 9Ì trovava in una famiglia in atto d’insegnare il catechismo ai fanciulli vicino al fuoco, entrò un dervìsh o santone turco. Gli si fece il caffè e gli si pose vicino una bottiglia d’acquavite che il santone si mise a bere senza far uso del bicchierino conversando col padrone di casa. « Fra i turchi — osserva a questo punto il P. Pasi, oltre gli Hogià che sarebbero come i Preti nostri, e fanno il servizio