— 14 — periodo di tempo. Da che cosa dipende? Perchè non è possibile organizzare in Albania socialmente la santità? Dico socialmente in modo da mutare le condizioni morali e religiose del popolo nel loro insieme, poiché vi sono delle persone, dei singoli individui che perseverano, soprattutto fra i poveri e i sofferenti, e non tanto fra quelli che in qualche modo spiccano comunque sugli altri; nelle donne sempre meglio che tra gli uomini. E bisogna che qui io faccia un’osservazione generale che è come il nodo per risolvere il difficile problema della religiosità fra gli Albanesi. Si è osservato costantemente in questi ultimi tempi, fin da quando il giovane montanaro o scutarino ha preso le vie dell’estero per entrare in un istituto o in una università, che poi è tornato praticamente, se non del tutto irreligioso, certo però indifferente, noncurante di tutto ciò che è chiesa, pratica religiosa, quasi avesse smarrito del tutto il sentimento del divino e deH’eteriio. In lui si è sviluppato in modo preponderante il senso materialistico della vita, nei suoi aspetti non solo di bisogno, ma di godimento, di lusso, di conquista ambiziosa di chi arriva primo e più in alto. Allora l’aspetto severo del Cristianesimo con la sua disciplina di rinunzia, con la sua legge di fratellanza e di amore, scompare davanti a lui, per dar luogo alla menzogna di un’artificiosa forma di vivere che lo trascina nelle peggiori condizioni di una società senza un cervello e senza una direzione; la moralità diventa una parola senza senso o fatta solo per ingannare; non si potrebbe pensare a un aspetto più triste di convivenza umana, sotto le forme della menzogna di parole urbane e cortesi. Perchè mai la cultura produce effetti così disastrosi? Perchè l’Albanese soprattutto del contado e della montagna fa un passo a cui non fu gradualmente preparato: da umilissima condizione egli fa un balzo in alto, ma perde la testa perchè perde l’equilibrio. Questo è, salvo rare eccezioni, un fatto generale. Lasciamo stare che anche la cultura non è sviluppata in lui metodicamente e a grado a grado, in modo uniforme e continuo, ma bisogna dire che della cultura l’Albanese prende solo l’inverniciatura, e trascura l’elemento morale del carattere per cui bisognerebbe farla convergere al bene comune. Ora egli vi saprà descrivere con un’analisi perfetta le mancanze sue prò-