— 145 — quali a Ipek e a Gjakova erano fierissimi. Non diremo nulla dei bene che la missione produsse poiché ripeteremmo quel che s’è detto per Prizrend; il missionario riferisce altri grandi miracoli morali. E nota soprattutto come persone incallite nel vizio dal quale non sapevano separarsi, trovarono in quei giorni una forza divina che li trasformò con stupore di tutti. Il 9 ottobre viaggiando verso Gjakova passarono un brutto quarto d’ora. Erano accompagnati da un musulmano che aveva dato loro a nolo i cavalli e da un cristiano che si recava per suoi affari alla stessa città. C’era pure con essi il R. Don Vittorio Pavissic cooperatore di Gjakova, stato a Ipek per suoi affari e a prendere i missionari. « A circa due ore da Ipek — racconta il Padre — c’incontrammo in tre masnadieri, che noi salutammo e da’ quali ricevemmo in ricambio il saluto. Si fermarono colle persone sopra nominate del nostro seguito e cercarono di indurle a venderci loro, cioè a non opporsi alla spogliazione che avrebbero fatto di noi, chè in premio riceverebbero parte delle robe nostre. Avendo ricevuto un rifiuto, non insistettero più oltre ». L’undici ottobre si aprì la missione di Gjakova. Il popolo ne era desiderosissimo e fin dal primo giorno venne in folla. Come da per tutto le immagini della missione vi fecero grande impressione e si accorreva a vederle anche dai villaggi, e tornando alle loro case ne raccontavano mirabilia, come si esprime il P. Pasi, e « un giovane sui 19 anni aveva fatto più ore di strada per venire a confessarsi, e mi disse che in tutta la notte non aveva dormito pel dolore che gli si era suscitato nel cuore al sentire raccontare ciò che accadeva alla Missione ». Anche a Gjakova insomma fu un vero trionfo, e era bello vedere quei buoni albanesi ricorrere con immensa fiducia a Gesù riportandone grazie e aiuti. Di una grazia soprattutto gli fu debitore il popolo e la missione in quei giorni. Era il 16 ottobre festa della Madonna del Buon Consiglio, e fu il più bel giorno della missione. « La mattina — riferisco le parole del padre — s’era fatta la Comunione generale colla rinnovazione delle promesse del battesimo; verso mezzo giorno si cantò la Messa e si predicò due volte a una quantità immensa di gente e si chiuse colla 10