— 60 — « Riolhi è un villaggio a circa sei ore da Scutari tra Sckreli e Pulati... Sulla strada che da Scutari va a Riolhi circa un’ora (io direi piuttosto circa due ore) prima di arrivare alla Chiesa, vicino al (a un’ora circa dal) luogo dove la strada che va a Pulati si divide da quella che mena alla Chiesa di Riolhi, v’è un piccolo cimitero cristiano, che si formò dal seppellirvi che si fece quelli che alle volte venivano uccisi su quella via pericolosa, e che erano troppo distanti per essere portati alla chiesa del loro villaggio. Alcuni anni fa un turco fabbricò lì vicino una casa, e i cattolici gli permisero di comprendere nel recinto anche il cimitero: e pare che il turco occupasse il terreno dei sepolcri lavorandovi e seminandovi. Ora siccome in quel piccolo cimitero v’era prima una croce di legno che poi si sfasciò per vecchiezza, i cristiani nel mese di febbraio di quest’anno 1879 ve ne piantarono un’altra alta quasi due metri, affine di non perdere il diritto a quel luogo sacro. Il turco protestò che non voleva quella croce vicino alla sua casa, e i cristiani di Riolhi protestarono che nessuno avrebbe ardito levarla. La questione fu portata a Scutari; il Pascià mandò un buliikbasc o impiegato governativo per invitare le due parti a presentarsi a trattare la questione in giudizio. Ùn giovane cristiano di circa 16 anni uccise l’impiegato colla scusa che questi avesse ingiuriato la croce, ma invece per farsi nome e poter dire di aver ucciso un impiegato turco e per motivo di religione. L’impiegato era nativo di Scutari; e però i turchi della città fremettero; domandavano vendetta; volevano si levasse la croce. Si mandò il Sergèrde o Capo turco delle montagne, per esaminare il fatto; ma sparsa la voce che si volea levar la croce, si gridò l’allarme in tutte le montagne, e tosto si radunarono a Riolhi migliaia di persone armate; fu grazia del Signore e merito dei Sacerdoti che non succedessero uccisioni; tanto più che si era nell’ultima settimana del Ramazàn o digiuno turco, nel qual tempo i turchi sono più fieri del solito. Si voleva assolutamente che prima del Bairàrn, festa religiosa che chiude il digiuno del Ramazàn, la Croce di Riolhi fosse levata, altrimenti i turchi di Scutari avrebbero fatto massacri sui cristiani della città. Il Governatore insisteva perchè Mons. Arcivescovo inducesse i cristiani a levar la croce e impedire disordini, l’Arcive-scovo rispondeva che i nostri montagnuoli non si sarebbero mai indotti a levarla, e che i tumulti dei turchi di Scutari si potevano impedire colla truppa, mentre i disordini che levandosi la croce succederebbero nelle montagne, non si poteano impedir da nessuno.