— 293 — aveami consegnato, mi avviai al campo dove s’era fatta la funzione la mattina, e dove si dovea dare la Benedizione. Arrivati al luogo che era vicinissimo, m’accorsi che non avea meco che una fratellanza, cioè quelli del villaggio di Lotai; gli altri erano ancora dispersi, però si venivano accostando. Li chiamai, li pregai di riunirsi, poi dissi al P. Bonetti di portar subito il Sacramento per la Benedizione; e intanto si continuava col Gesù mite ed umile di cuore, fate il mio cuore simile al vostro. Quando uscì dalla chiesa il Sacramento e fu posto sull’altare preparato anche i più sparsi cominciarono a riunirsi e inginocchiarsi, però sempre collo schioppo in mano, chè non fu possibile farlo deporre. Si cominciò da capo il Rosario del S. Cuore e si recitò tutto davanti al Sacramento. Mentre si recitava io domandai al P. Camillo se dovea poi dire una parola pregando il popolo di perdonarsi a vicenda ciò che era avvenuto, e pregarli che andassero tutti quietamente alle loro case. Egli ne parlò con qualche Capo, il quale disse: a No, il Padre non dica niente di quanto è avvenuto ». Finito il Rosario del S. Cuore io mi alzai e mi rivolsi al popolo che stava in silenzio profondo, forse aspettandosi di avere qualche rimprovero o maledizione. Ma il Signore mi ispirò lì per lì di fare questa predica che era la più adatta per la circostanza e per quella gente: « Cristiani, fratelli miei, dissi, grandi cose si sono fatte in questi giorni e particolarmente oggi nel vostro paese e in questa chiesa. Vi siete confessati... avete fatta la pace con Dio... vi siete pacificati tra di voi... avete rinunziato al demonio... vi siete dati a Cristo... cose simili non si sono mai fatte a Sciai la... Questa sera volevate consacravi al S. Cuore... Il demonio ne smaniò... Prima di partire volle fare gli ultimi sforzi di resistenza... Volea distruggere quanto avete fatto di bene... Ma non è riuscito... No: non è riuscito... fu svergognato... Sia maledetto: Kioft malhkue. Gridate tutti: Kioft malhkue Sceitani... Tutti gridarono: Kioft malhkue Sceitani; Kioft malhkue Sceitani... Lo detestiamo, lo abborriamo... Kioft lergh prei nesc, sia lontano da noi e tutti risposero battendo le mani : Kioft lergh prei nesc, Kioft lergh prei nesc ». Allora li lodai e li esortai a consacrarsi tutti al S. Cuore ripetendo ciò che io diceva. Lessi con tono alto frase per frase la formula di consecrazione della parrocchia al S. Cuore, ed essi ripetevano; e così cogli schioppi in mano e non senza buona dose di paura fu consecrata la parrocchia al S. Cuore. Si cantò il Tantum ergo e si diede la Benedizione col Santissimo. Il R. P. Camillo mi disse sottovoce: « Finiamo, Padre, e lasciamoli andar subito alle loro case, erigeremo la Croce un altro giorno ». Dissi: « No, Padre, non diamola vinta al de-