— 313 — cola calotta d’essa alla parte superiore della grotta, e percuotendosi rimbomba e si sente che entro è vuota. Questa palla per quei montanari è un mistero, e tengono per certo che sia un vaso di pietra pieno di denari nascosto là fino da Dio sa quando. Io domandai perchè non rompevano quella palla per vedere che cosa vi fosse dentro; alcuni risposero che non si poteva rompere, altri dissero che non ardivano perchè temevano per la propria vita e pel paese ». Da Malaxhí con un’ora e mezza di strada giunsero a una contrada in altra gola di monte, detta Kajvallè di circa 16 case. Lo costrinsero a fermarsi da loro una notte e era ammirabile la gioia di quella povera gente d’avere tra loro il famoso P. Deda. I ragazzi sapevano già molte orazioni imparate dai pastori confinanti di Shoshi. « Un vecchio padre raccomandava a suo figlio già uomo di confessarsi bene, e gli diceva: « Guarda, figlio, che questa volta bisogna dir tutto quello che si è fatto. Tu mettiti a pensar bene tutta questa notte ciò che hai fatto fino da quando hai cominciato a metterti i calzoni, e non lasciare nulla che non lo dica al Padre ». Dopo Kajvallè venne il turno di Kllogjen villaggio di circa 20 case dove si fermarono due giorni; il 22 luglio discesero alla chiesa dove tutto era stato magnificamenae disposto dal Padre Leonardo che accolse i missionari a suon di campane e con salve sfrenate di schioppi che il popolo faceva fragorosamente echeggiare per la profonda valle del Driuo su cui vegliano le rocce eterne e pensose. Dovette fremere a quel segno di gioia straordinario anche la tribù di Berisha di fronte a Dushmani, che aveva provato gl’irrefrenabili entusiasmi di simili giorni. Alla prima alba di missione comparvero alla chiesa cantando e recitando orazioni i fanciulli di Malaxhí lontani tre ore dalla chiesa; poi a mano a mano i meno vicini. Quelli della contrada della chiesa se furon pigri il primo giorno, se ne rifecero i seguenti poiché venivan nel cortile della chiesa cantando orazioni prima che nessuno si fosse levato da letto. Parecchi del popolo lasciarono perfino d’irrigare i campi per non perdere nessuna funzione, e ne furono compensati dal buon Dio poiché verso la fine cadde nna pioggia abbondante. Il giorno di chiusa