— 321 — 30 Lunedì. — Il Padre è chiamato a Fira per un ammalato. Nei giorni seguenti si cercò di far perdonare alcuni sangui, ma erano così intricati e difficili e i cuori così indurati, che non si ottenne nulla. 11 P. Evangelista partiva il martedì 31 ottobre, con chi portava alla chiesa di Nìkaj la roba dei missionari. Quando i portatori furono di ritorno fecero sapere che a Nìkaj i missionari non erano in nessun modo voluti e si faceva un gran parlare contro di essi. Ma il P. Pasi non era l’uomo che si intimoriva di tanto. « E un po’ di fracasso che Farfarello — osserva egli — suscita tra’ peccatori pubblici e tra quelli che hanno sangui, ma tutto passerà bene perchè noi non andiamo coi soldati e cogli schioppi, ma col Crocifisso ». 11 2 novembre partono per Nìkaj, ma furon sorpresi da un diluvio d’acqua e sei ore camminarono sotto quella pioggia torrenziale. Passarono per lo Shkambi i Raii>s a traverso una roccia che pare non ci possano passare nemmeno le capre per .'hi la guarda dalla regione di Bugjoni o Apripa. Di fatto si discende e si sale per la rupe mettendo il piede sopra punte di sassi determinate, attaccandosi in pari tempo colle mani alle sporgenze della rupe e bisogna badare che non smucci il piede. A Cùrraj Poshter, prima contrada di Nìkaj a cui si giunge, dovettero far sapere con tiri di schioppo al P. Evangelista del loro arrivo. La gente a quegli spari si era intimorita e erano usciti cogli schioppi pronti, e non si persuadevano che fossero sacerdoti finché non mostrarono la tonaca da frate e il Crocifisso. Con essi stava il P. Camillo. 3 novembre. — Venerdì. — Si prepara la chiesa spiegando le immagini. Parecchi vengono a vedere. C’era per caso uno di Shala il quale come già istruito, la faceva da -cicerone e diceva mostrando il Crocifisso: « Vedete! Questi è Gesù Cristo; gli hanno piantato i chiodi nelle mani, nei piedi e tutto intorno alla testa, e lo hanno battuto e fatto tutto sangue perchè non fuggisse e non abbandonasse la fede di Gesù Cristo, ma perseverasse e morisse in essa, come di fatti fece e poi risuscitò e sali al cielo ». Questa spiegazione del dotto scialgnano non differiva molto da quella che aveva dato in altra circostanza un mirditese, se 21