— 71 — Arcivescovo per intendere se aveva ordini per noi. All’uomo non diedero risposta alcuna in iscritto, ma il R. P. Francesco da Bieno disse a voce a nome dell’Arcivescovo, del R. P. Rettore del Seminario e dei Frati che ci pregavano di non predicare,... di star quieti,... e di non tornare a Scutari. La casa nostra essere circondata dai soldati; tutti i turchi averla contro di noi Gesuiti e Missionari; essere io preso di mira in modo particolarissimo, e guai se potevano averci in mano; ci guardassimo da qualche brutto colpo, che ci poteva esser fatto a tradimento: la questione in città non essere ormai solo religiosa, ma politica, sicché non si sapeva che cosa potesse accadere di giorno in giorno, anzi da un momento all’altro. Ebbene, che cosa fare colla missione che si cominciava allora, tanto più che la Chiesa era già piena di popolo? Certo non c’era molta voglia di predicare; ma come si poteva troncare sull’atto del cominciare e dopo i precedenti esposti di sopra? Si aggiunga che queste notizie erano portate a noi segretissime, ed il popolo di Traboina non le sapeva, nè era prudenza pubblicarle. Si stabili di predicare solo qualche giorno per poter confessare e far adempiere il precetto pasquale; anzi quel giorno stesso si diè principio alle confessioni. La sera dopo il tramonto del sole, il Fratello catechista stava nella stanza, quando guardando dalla finestra vide che a poca distanza tra i macigni del monte v’erano due persone armate di schioppo che parea stessero in posta e cercassero l’occasione di tirare a qualcheduno che fosse uscito dalla casa parrocchiale o si fosse presentato alla finestra : ma si accorsero dell’es-ser veduti e scomparvero. Allora ci vennero in mente altri due tiri simili fatti ad Aràpscia. Una sera il Fratello s’intratteneva a discorrere dietro la chiesa con alcuni giovani, quando vide un individuo sporgere la testa dal di dietro della casa parrocchiale e subito ritirarsi. Corse il Fratello a veder chi fosse, ma l’individuo più non si vide. Parimenti un’altra sera un cotale che venne ad ora tarda alla canonica, scorse a poca distanza un uomo nascosto dietro una siepe, e ce ne avvertì; uscito poi egli insieme al servo del Parroco per vedere chi fosse, più non 10 vide. Questi casi, a cui prima quasi non si era badato, dopo le notizie di Scutari e gli avvisi di guardare e custodire la nostra vita ci fecero impressione e ci misero in guardia. La missione durò dal 3 aprile al 7 ». Il lavoro dei missionari in questa missione procedè quietamente, senza rumore. Anche pei sangui furon molto cauti, ma 11 popolo era già disposto a perdonare, e tutti perdonarono.