— 243 — ne avessero lacerato i fianchi e scavato un letto profondo fra i due opposti pendii. Per discendere a Pogu, sul versante sinistro, si deve passare sotto la rupe torreggiante di Gjùraj, su cui un tempo sorse una fortezza che dominava tutto il paese a cui è rimasto il nome di Pulti (Pùlati). Pogu sta a circa un’ora più sotto sul pendio a mezz’ora circa dal torrente, e un tempo dovette essere un paese florido in ogni senso. Vi sono le tracce di una chiesa e forse ci fu anche un monastero, o dovette esser Sede di una Collegiata e del Vescovo. Poi andò in rovina, soprattutto quando fu sottoposto dal Sultano a Slioshi quasi come un feudo, in compenso di servigi resi. Lo stesso era avvenuto di Megula sul versante opposto, ceduta in vassallaggio a Sliala. Erano come due tappe per discendere a Scutari, e quel che patirono quei due villaggi sotto tali padroni, è incredibile, finche Mgr. Berisha ottenne dal Governo ottomano di liberarli da tale servitù. Inoltre Pogu andava soggetta spesso al vaiolo, causa la assoluta mancanza di precauzioni igieniche. Quel che finì poi di rovinarli furono i sangui. Gli odi perduravano tuttavia. Venuto il giorno del perdono, tutto il popolo rimase tanto commosso dalle parole del missionario, che tutti gridavano e piangevano protestando di voler deporre tutti gli odi. Fra gli altri c’era un giovane sui 25 anni che era venuto tutti 1 giorni alla chiesa e aveva imparato molto bene le orazioni, e anzi dirigeva gli altri. Gli erano stati uccisi in un giorno solo il padre e la madre e aveva perfino rifiutato di dare la besa o tregua domandata per un povero storpio, lo zio degli uccisori. Durante la predica del perdono egli era come il solito al suo posto in mezzo ai ragazzi a mezzo passo di distanza dal predicatore. Quando capì che si sarebbe rivolto a lui per invitarlo a perdonare si alzò in fretta per uscire. Ma il missionario lo afferrò pel braccio e si adoperava che baciasse il Crocifisso. Egli non ne voleva sapere e faceva di tutto per svincolarsi. Il popolo commosso gridava: perdona, perdona; altri dicevano: lascialo, è impossibile. Il Padre gli teneva il braccio intorno al collo, e Dio gli mutò il cuore, baciò il Crocifisso e perdonò. Fu un trionfo che nessuno si aspettava.