— 282 — Ma il luogo della chiesa si prestava ad una bella Missione; la gente potea venire, perchè i più lontani erano distanti un’ora circa; noi avremmo guadagnato tempo; si sarebbero fatte le cose con più solennità. Invece di sei od otto avremmo fatto durare la Missione dodici giorni, e così la gente poteva darsi lo scambio e venire un giorno quelli che non potevano venire l’altro. Quanto al pericolo che nascessero dispiaceri od uccisioni, fino dal primo giorno si sarebbe fatta la legge che chiunque fosse stato causa di contese, disturbi, disgrazie si dovea giudicare come se avesse offeso l’Alfiere, i Capi e il popolo, e quindi dovea essere punito secondo il giudizio dei medesimi e come è costume di fare in casi somiglianti. Il primo giorno si tentò di fare le funzioni in chiesa. Raccoltasi la gente, il M. R. P. Camillo disse alcune parole in lode e raccomandazione della Missione, ed esortò il popolo ad intervenire ed approfittarsi di quanto in quei dì sarebbesi fatto pel bene delle loro anime. Pubblicò poi solennemente la legge contro chi durante il tempo della Missione avesse turbato la pace e fosse stato causa di dispiaceri, e interrogò i Capi e il popolo se erano contenti che si mettesse tal legge; e tutti risposero che sì. Dopo ciò si die’ principio alla Missione, e durante tutta la predica vi fu quiete e attenzione grande. Ma durante la Messa e la seconda predica venne tanta gente che moltissimi erano di fuori e non potevano entrare, e cominciò a nascere confusione e tumulto, e quindi si troncò la predica, si rimise la Benedizione col SS. al dopo pranzo, avvisando che d’ora in poi le funzioni si sarebbero fatte all’aperto. Il secondo giorno la calca era maggiore che nel primo; i ragazzi arrivavano a 200 e tutti grandi e piccoli restavano alla chiesa l’intiero giorno. I grandi la mattina mangiavano alle loro case e venivano alla chiesa verso le dieci, i piccoli portavano seco il cibo, cioè ciascuno un sacchetto con un po’ di formaggio o una cipolla, e mangiavano dopo la funzione della mattina durante il nostro pranzo. Dopo i primi giorni cominciarono a fare così anche gli adulti, uomini e donne, e finita la funzione tutti si dividevano a gruppetti sul piazzale della chiesa, sulla strada o sul prato, e faceano il loro pranzo, giacché avevamo raccomandato di procurare in quei giorni di non essere di aggravio alla contrada della chiesa col domandare cibo e alloggio. La frequenza cresceva ogni giorno. La domenica 16 aprile giorno assegnato per la Comunione dei ragazzi, vi fu concorso straordinario. Da lutti i villaggi della bandiera venne gente per vedere le funzioni della Missione. Il giorno precedente si volle fare una processione fino ai sepolcri un po’ sotto la Chie-