INTRODUZIONE AL II VOLUME Il problema culturale e religioso in Albania Son due problemi difficili, ma non inestricabili. Difficili per la confusione di elementi che regna in questo paese, dove non c’è nessuna forma di unità, e perchè l’Albania non ha mai fatto, nel suo insieme di popolo e di nazione, da sè, e ora, per la prima volta, ne fa l’esperimento a traverso asprissimi contrasti. La sua dipendenza o servaggio, nei secoli passati, l’imbastardimento della razza sopra una grande estensione del paese, le condizioni di primitività che non hanno permesso lo sviluppo omogeneo e concorde di determinate forme di pensiero e di azione, ma li mantenne disgregati in preda a egoismi prepotenti e a fazioni feudali o antagonismi etnici di tribù, ne han fatta una matassa che non è facile trovarne il bandolo. Nell’investigazione degli elementi che ci devono dar la materia da cui trarre le conclusioni sopra questi due punti fonda-mentali intorno a cui s’impernia la vita di un popolo, come bisogna liberarsi da qualunque preconcetto, ed esaminare i fatti come sono, senza confondere e senza travedere, così è necessaria la massima calma nel discutere e nel giudicare. Trattando prima della cultura, bisogna che c’intendiamo sul senso preciso di questa parola. Cultura, prescindendo dal 6uo significato etimologico, e dall’uso proprio che tiene nel campo della zootecnica, non è nè scienza nè progresso, nè civiltà, ma è qualcosa di tutto questo. Essa è la coltivazione dell’animo (cultura animi) e del pensiero nel senso umanistico, per cui uno si arricchisce di un tesoro di varie cognizioni che servono alla comprensione dell’uomo e allo svolgimento della vita. Non è semplice cognizione generale più o meno profonda,