— 304 — tello; ed io il giorno dopo martedì 9 maggio partii per Scutari. Il P. Bonetti col Fratello vennero anch'essi quattro giorni dopo. Un mese e mezzo circa ci fermammo a Scutari, e in questo tempo ci consolavano le quasi continue notizie che avevamo sul frutto della Missione che si conservava e aumentava. Il M. K. Parroco di Scialla scriveva che dopo la Missione le domeniche e feste la chiesa si empiva di gente, e tutti recitavano e cantavano le orazioni imparate durante la Missione. Il M. R. Parroco di Sciosci diceva che dopo la Missione era costretto a dir Messa all’aperto. — A Lotai non potendo la gente andare alla Chiesa parrocchiale per la troppo grande distanza, si raccoglieva tutte le domeniche nella loro chiesetta, e colà cantavano tutte le orazioni che sapevano, e poi tornavano alle loro case. Era il fabbro che raccoglieva il popolo, e non avendo campana si serviva dello schioppo, e per zelo della gloria di Dio e bene del paese spendeva in tanta polvere alcune piastre ogni domenica per chiamare alla chiesa. Lo stesso fabbro povero e bisognoso avendo sentito che un ragazzo di altro paese dove ci eravamo fermati di più, sapeva alcune orazioni che non avevamo insegnato a Lotai, gli diede da mangiare e tre piastre al giorno finche avesse insegnato a quelli del suo villaggio di Lotai ciò che egli sapeva più di essi. — Nei viaggi poi che i montanari di Pillati, Scialla e Sciosci fanno a Scutari pei loro affari, lungo la strada invece di cantare canzoni profane, come avevano prima in costume, cantano il Rosario, lo Stabat Mater e altri canti sacri; e questo non solo nelle strade di campagna, ma in città e nel bazar e negli alberghi in presenza dei turchi. Anzi so di alcuni che andarono a passare la notte presso certa famiglia turca di Scutari, e prima della cena dissero che essi erano soliti recitare certe loro orazioni. Il padrone di casa rispose che le recitassero pure senza riguardo, ed essi si misero a cantare tutte quelle che sapevano, con grande meraviglia di quella famiglia turca. Alcuni altri si misero a cantare lo Stabat Mater in un albergo, e perchè alcuni cristiani erano meravigliati di sentire orazioni si belle e insieme mostrarono di non saperle, i montanari si scandalezzarono altamente e dissero: « Come mai voi con tante chiese, Preti, Frati e Gesuiti che vi sono in città, non sapete le orazioni che sappiamo noi che quasi mai andiamo in chiesa o vediamo il Prete? ». Una sera poco prima dell’^ue Maria due signori Scutarini tornavano da una vigna che aveano fuori di città, ed erano stati a visitare. Quando in un crocicchio si vedono a poca di-