— 326 — nacciasse la scomunica dall’altare contro chi ardisse chiamarlo ancora col nome di prima. Il venerdi 8 dicembre, separatisi dal P. Camillo che tornò a Raja, gli altri passarono a Koteci sulla riva opposta del Lumi i Merturit, contrada di 7 case, ma non si fermarono che a Pal$i distante 2 ore. Anticamente Pal^i aveva il suo Frate e c’era una miserabile chiesetta di recente costruzione. Il villaggio contava 20 famiglie. L’undici partirono per Salca dov’erano desideratissimi. La discesa che si dovette fare fu pessima. « Ci accompagnavano, racconta il P. Pasi, due salciari con un mulo, sul quale aveano caricate le nostre robe. Uno era storpio di tutte e due le gambe. Fino all’anno scorso era sanissimo; un giorno di festa andò a tagliare dei rami sopra un ciberò, e d’improvviso restò storpio delle due gambe. Questi ter.eva il mulo per la cavezza, l’altro lo teneva per la coda. Si sarebbe giurato che per quei dirupi non sarebbe passato tn l'.ulo; ma lo storpio alla cavezza, e l’altro alla coda manovravano sì bene, che il mulo non cadde mai, benché essi più volte stramazzassero per terra, e rotolassero giù pel monte ». Salca contava 30 famiglie, delle quali nove scomunicate. In tre giorni che ci si fermarono tolsero 5 scandali pubblici, e il Padre indusse il popolo a costruire una chiesetta per quando ci \ enisse il sacerdote a visitarli. Da Salca salirono a Mbriza per un sentiero così cattivo che in alcuni punti bisognava camminare scalzi nella rupe. Il 16 con 4 ore di pessima strada si recarono finalmente a Toplana che doveva essere l’ultima tappa. Vi era parroco il P. Gabriele da Dongo, zelante e attivo, ma venuto da poco e che non possedeva bene la lingua. Il paese contava 60 case, sparse sul versante destro del Drino, di fronte a Merturi i Gurit. Ma pur troppo non era disposto ancora per una missione, a motivo degli imbrogli che vi eran nati e avevano terribilmente esacerbato gli animi. Era giunto da Dushmani il P. Leonardo che raccontava mirabilia della sua parrocchia dal tempo che vi si era fatta la missione. Tuttavia nei cinque giorni che si fermò a Toplana il concorso fu grande, molte le confessioni e furon perdonati parecchi odi. La stagione ormai era tale che bisognava partire