care, perchè la parola di un missionario notissimo, poteva diventare un’arma terribile in mano a chi era ingaggiato nella lotta, ma non ci consta da nessun documento che il P. Pasi si sia lasciato andare a imprudenze di questo genere. Se dovessimo giudicare dal suo carattere e dalla sua condotta abituale, si dovrebbe concludere in suo favore. Che egli non abbia preso a difendere nessuno, e non si sia mosso a far da paciere, non solo non è per lui motivo di biasimo, ma è titolo di lode, poiché era troppo pericoloso far una parte simile, che del resto non gli era affidata dalla legittima autorità di Roma che vi aveva mandato invece un Visitatore, un Delegato e un Amministratore. Egli si occupò come sempre in quegli anni in dar missioni nelle varie diocesi, e non aveva certo tempo d’impigliarsi negli affari di Scopia. Egli si mosse a portare il suo aiuto solo quando la Sacra Congregazione e l’Arcivescovo gli fecero sapere essere volontà del Pontefice che i Missionari della Volante si recassero in quella Archidiocesi pei motivi che sappiamo. Apparisce poi a evidenza che egli non aveva nessuna animosità nè contro i Lazzaristi nè contro le Suore di San Vincenzo, fossero francesi o no; il Padre Pasi non è mai andato soggetto a questa malattia delle teste piccole e degli animi gretti, ma stimava giusto che praticamente non s’insistesse contro le esigenze del Governo Protettore del Culto in Albania, che per motivi politici o no, questo era affar suo, non amava che la Francia, la secolare protettrice dei cattolici in Oriente, le si avvicinasse a usurpare il posto. Così egli giudicava dal punto di vista pratico, dal momento che era possibile trovare Suore della medesima Congregazione capaci di far quanto facevano le Suore francesi. Del resto anche l’Austria pel bene che effettivamente aveva fatto e faceva al Cattolicisino con la sua reale protezione e aiuti, poteva a buon diritto esigere qualche privilegio, che non si mandassero in territorio soggetto alla sua protezione, Suore che non potesse proteggere e fossero almeno indirettamente causa di sconcerti politici. Tali esigenze si trovano in fondo a qualunque contratto o patto: do ut dea, nei limiti consentiti dal diritto superiore della Chiesa e delle anime. Ora in queso caso il Padre Pasi aveva dimostrato che si potesse ovviare a simili inconve-