— 219 — Intanto il P. Jèramac terminò di dare l’altra muta di esercizi al Clero raccolto al Santuario della Madonna di Crnagora, e il P. Genovizzi partiva da Prizrend per andarsi a unire col detto Padre a darvi una missione ai cattolici slavi di quella regione. Bisogna notare che la parola Crnagora (in turco Kara-dàg) da cui si denomina il Santuario della Madonna, si riferisce a tutto quel gruppo di monti che si stende fra Scopia, Ka^anìk e Gilan nel cui centro sorge il Santuario, e dove abitano in gran parte i laramana (1). Ora, dei sei paesi che formano la parrocchia di Crnagora, i due soli di Stubla e Bin^a parlano albanese; gli altri, cioè Shashara, Lètnica, Verneza e Vernakola parlavan solo lo slavo, fatte poche eccezioni. Anche a Jànjevo si parlava solo lo slavo, però era una lingua meno rozza di quella dei paesi sunnominati. Il P. Jéramac parlava uno slavo anche troppo elegante per quei luoghi, per cui era probabilmente meglio compreso il P. Genovizzi sebbene non lo parlasse correttamente. Quelle loro missioni slave furono una vera benedizione del Signore servendo a togliere discordie e abusi e soprattutto a risvegliare in quei cattolici la fede e la pietà cristiana. La popolazione, però, in generale, era di indole mite e buona, e abitavano una delle regioni più amene e più ricche della bellissima Kòsovo. Noto qui di passaggio, seguendo le notizie che ci dà il P. Genovizzi, che a Jànjevo circa vent’anni prima una certa famiglia volendo fabbricarsi una casa, aveva preso ad abbattere un vecchio muro che ancor rimaneva in quelle vicinanze ma si avvidero che vi erano come diversi strati di calce dipinti a fresco; nel primo si osservarono dipinti a colore alcuni santi in istile e abito greco; seguiva poi un terzo in abito e maniere nuovamente latine. Ciò indica l’avvicendarsi dei due riti a seconda delle variazioni politiche e religiose. Sfortunatamente il parroco d’al- (1) Non è fuor di posto notare che la regione della Crnagora (Ka£a-nìk, Gilani, Vernakola) è occupata per la maggior parte da una popolazione del /Ss di Gashi. Essi, però, secondo le informazioni di D. Giovanni Bizak, non si ritengono oriundi dalla regione e tribù di Gashi, ma vi avrebbero dato origine essi stessi. La questione dell’origine, però, non è chiara.