— 281 — rispondere in coro al nostro Rosario, come ci fossimo accordati antecedentemente. Discendendo pel monte potemmo vedere uomini, donne, ragazzi, che dalle case che stavano sulla costa del monte a noi di rimpetto, rispondevano alle nostre orazioni. Mentre noi discendevamo da una parte, essi discendevano dall’altra sempre cantando, finche ci riunimmo nel torrente, e uniti insieme andammo di conserva per un venti minuti su per la valle fino al ponte che mena all’ospizio. Là riposammo alquanto, ci salutammo, ci separammo colla promessa che il giorno dopo tutti sarebbero venuti alla chiesa. Quanto era commovente il vedere la fede e divozione di quella buona gente, e come il Signore spargeva le sue benedizioni su quel popolo e veniva estendendo e dilatando il regno del suo Sacro Cuore! Dove prima non si dicevano orazioni nemmeno in privato, e neppure si sapevano, ora si cantavano per le strade e si faceva a gara per impararle. Dal fiume alla chiesa vi è un'oretta di salita abbastanza erta e rovinosa. In essa il mulo ci aiutò non poco, perchè impedì che arrivassimo alla chiesa tutti bagnati di sudore, come avviene sempre quando si debba salire a piedi. Il M. R. P. Camillo ci accolse con festa, fece tirare archi-husate, suonare le campane, ci uscì incontro e si mostrò molto contento del nostro arrivo. Avremmo voluto riposare un giorno prima di aprire la Missione alla Chiesa, ma la popolazione era già avvisata di venire per mercoledì 12 aprile che era il domani e quindi non si potea differire. La posizione della chiesa di Scialla è bellissima; sta sulla costa del monte quasi a un’ora di salita dal fiume, e circa a mezza via per arrivare alla cima della catena che la divide da Nikai e Merturi. Ha intorno molti gruppi di case più o meno distanti che vedute dall’altra costa, danno la forma di un quadrato, nel quale la contrada della chiesa occupa il centro ed offre una vaghissima vista. Di fronte sulla costa opposta del monte sta l’altra parte di Scialla, divisa dal fiume. Le fa corona da settentrione un’altissima rupe fino all’estate avanzato coperta di neve, e che si vede sormontare le altre creste fino dalla pianura della Sadrima. Gli abitanti avrebbero voluto che i Padri girassero di contrada in contrada, sia pel piacere di avere la Messa in casa o sui loro sepolcri, e ciascuna contrada ha i suoi; sia pel timore che raccogliendosi troppa gente alla chiesa e di contrade differenti, dovesse avvenire qualche disgrazia, essendo raro il caso che si agglomeri molto popolo e non ne seguano risse ed uccisioni.