— 130 — In un villaggio vicino a Zernagòra un Turco fece intimare #d un Greco, che gli spedisse mille piastre. Il Greco fece il sordo; ed il Turco lo ammoni, che, se non voleva vedersi morto il figlio, gli spedisse le mille piastre. Il Greco sperando che la cosa finisse in sole minaccie, non le mandò. Dopo due giorni il Turco gli uccideva un figliuolo sulla porta della casa, e poi di nuovo lo faceva avvisare, che gli mandasse presto non più mille, ma due mila piastre, se non voleva perdere un altro figliuolo; ed il povero Greco dovette mettersi insieme le due mila piastre, e mandarle subito. Ad Ipek i Greci sono vessati ancor di più. Comincia un giorno a piovere? Ebbene i turchi entreranno nelle botteghe dei Greci, e si prenderanno ciascuno un ombrello per difendersi dalla pioggia, nel recarsi dal Bazar alla propria casa: nè il Greco può aprir bocca. Un turco incontra un Greco a cavallo? Lo obbliga a discendere, e gli prende il cavallo. Se vuol resistere avrà un colpo di revolver, o per risparmio della cartuccia, avrà spaccata la testa col manico. Vi è di più. I Turchi come ognun sa, sono schiavi dei vizi più infami, che gridano vendetta al cielo. Or bene: guai a quel Greco che osasse resistere alla loro libidine sfrenata per difendere l’onestà dei suoi; anzi che osasse anche solo ridire in contrario! gli si chiuderebbe tosto la bocca con una schioppettata. Accade sovente che il padre di famiglia ritorni dal Bazar un po’ prima dell’ordinario; ov’egli si accorga che in casa sua vi sia alcun turco, ei deve ritirarsi in qualche casa vicina ed aspettare che colui se ne parta, senza che egli lo veda, se pure non vuol correre rischio di essere ucciso. Per queste e mille altre atroci vessazioni villaggi intieri di Greci dovettero emigrare e recarsi in Serbia. Anche dulia città d’Ipek fuggì gran numero di famiglie e partirebbero tutti se potessero; ma si tratta di abbandonar casa, bottega e tutta la propria sostanza per andare in volontario esilio. Inoltre i Turchi ed il Governo stesso si oppone alla partenza dei Greci, e quindi li fermano per istrada e loro rapiscono quanto portano. Molti Greci per fuggire hanno dovuto ricorrere al partito di dare grandi somme a qualche Turco potente e forte perchè li accompagnasse e difendesse sino al confine: e non pochi Ztib, o ladroni Turchi, si fecero ricchi in questo modo. Nel dicembre dell’anno scorso, fuori della città d’Ipek, i Turchi avevano assalito un Greco, e perchè questi aveva cercato di difendersi rimase ucciso, spogliato e lasciato sulla pubblica via, con divieto di trasportarne il cadavere, per seppellirlo: la doveva marcire, ed essere divorato dai cani e dai corvi. So-