— 298 — re di cui godeva nel paese, e farlo passare alla famiglia del giovane che tentò di strappargli la bandiera o ucciderlo. Quindi in pratica è da spiegare che gli stendardi che si portano in processione, non hanno a far nulla colle bandiere da guerra. E se si possono dare senza pericolo che nascano questioni, si faccia; se v’è pericolo di questione (e si può conoscere facilmente o dalle loro osservazioni o informandosi apposta) si diano agli Ecclesiastici o ai chierichetti o si lasci di portarli. Volevamo sospendere le Missioni nelle altre contrade di Scialla e tornare a Scutari a riposarci alquanto, che eravamo molto stanchi, ed anche era imminente la Visita Provinciale; ma furono tante le istanze del popolo perchè visitassimo anche le altre contrade, che fu necessario cedere. Riposammo tre giorni dal M. R. Parroco, poi andammo a Nemarrici (Nenmavriqi) dove restammo 4 giorni. Nulla di particolare accadde, solo che tutti i concubinati che erano sei, furono tolti. Sangui da pacificare non v’erano. Passammo a Ghimai dove erano parecchi concubinati e alcuni sangui. A Ghimai si ammalò il P. Bonetti e si dovette trasportare all’ospizio. Il M. R. P. Camillo si adoperò per disporre al perdono quelli che cercavano i sangui, ma dopo molto parlare e trattare conchiuse che era impossibile ottener nulla. Uno di quelli che doveano perdonare, era ammalato, spesso era fuori di sè e non capiva nulla, quando era in sè andava nelle furie al solo parlargliene; un altro era fuggito dalla casa perchè nemmeno si andasse a intercedere, un terzo non volea saperne, e conchiuse il Padre che io facessi quel poco che poteva col Fratello, che egli andava all’ospizio ad assistere il P. Bonetti, e noi facessimo quindi ritorno, tanto più che eravamo stanchi. Cinque giorni ci fermammo a Ghimai; tutta la gente prese parte alla Missione come negli altri luoghi, ma ci disturbò un poco il tempo, giacché pioveva, e non v’era chiesa, e si dovea far tutto all’aperto. Si tolsero tre concubinati pubblici. Il tre maggio, giorno della S. Croce, si fece la chiusa della Missione; il tempo era bello, la gente accorsa molta. ISon ostante la nessuna speranza che avevamo di pacificare i tre sangui della bandiera di Ghimai, offrii la Messa al S. Cuore di Gesù e a N. S. di Lourdes a quest'intenzione, come sogliamo fare sempre in simili circostanze, e sulla fine ddl'ultima predica, quando ebbi benedetto il popolo aggiunsi che aveva ancora una parola da dire: « Negli altri villaggi dove s'era data la Missione si erano anche perdonati gli odi, le inimicizie, i sangui per amore di Gesù Cristo. Prima di partire dagli altri villaggi avea pacificato gli abitanti tra di loro e coi vicini; cosi s'era fatto nelle bandere di Giovagni, Pianti, Kiri, Sciosci, cosi nella pri-