— 155 — stesso vedi essere accaduto cogli schioppi. Prima ci fu lo schioppo a pietra focaia, buono si ma imperfetto, poi venne lo schioppo col capsul, poi quello ad ago e finalmente il martiri che fra tutti è il migliore. Così pure... — Va là, Hogià, interruppe il fandese, taci che è meglio. Nostro Signore non è un armaiolo. — Così pure, proseguì l’Hogià, quasi che non avesse udita la risposta del giovane, così pure abbiamo un esempio nelle fabbriche, dapprima gli uomini fecero una capanna, poi un casolare, appresso una bella casa e poi un palazzo. Così ha fatto Dio colle religioni, prima ha dato la religione di Mo9è, buona sì, ma imperfetta; mandò poi Dio Gesù Cristo, profeta più grande di Mosè colla religione cristiana assai migliore di quella di Mosè; finalmente mandò Maometto profeta più grande di tutti gli altri con una religione nuova più perfetta (1). Ma il fandese lo interruppe di nuovo esclamando: Benissimo! Nostro Signore prima era fabbro, adesso è diventato un muratore! E qui scaldatosi come era di dovere, si alzò a sedere, e scagliato all’Hogià uno scongiuro: Hogià, disse, pel tuo din c Iman (le due parti del Corano) dimmi una cosa: Dio può pentirsi di ciò che fa? L’Hogià dovette dire: No. Allora il fandese cantando vittoria conchiude: Per tua confessione la religione di Cristo fu data da Dio prima di quella di Maometto; per confessione tua Dio non può pentirsi di ciò che fa, dunque non può essere che Dio riprovi la religione cristiana che diede prima per metterne una nuova. In questo caso, se il Signore operasse come tu dici, verrebbe a dire, che quando mise la religione cristiana 9Ì è sbagliato, era inesperto, adesso ne ha trovata una migliore, rimedia allo sbaglio, riprova la cristiana e propone la turca. Dunque se tu hai freddo, scaldati, se hai bisogno di mangiare, te ne diamo quanto vuoi, ma non parlarci di religione, tu hai la tua e noi la nostra. L’Hogià non seppe più che dire in questo argomento, e si cominciò a parlar di altro »........ Noto ad istruzione di chi deve trattare coi turchi, che le dispute di religione non valgono a nulla, ma spesso sono dannose e quindi sono da schivare; quando poi si debba rispondere a qualche difficoltà isolata, non è da cercare la risposta giusta in rigor teologico, la quale per lo più non è capita, ma si dovrebbe dare una risposta che colpisca la fantasia e adattata (1) Anche ora si fanno ragionamenti simili. Un ex hoxhà, diventato poi bektashi, di Elbasàn, Feìz Cnranjaku, descriveva l’evoluzione progressiva delle religioni, paragonando il Mosaismo a una scuola elementare, il Cristianesimo a un ginnasio, l'islamismo a una università.