— 252 — Alla prima casa della parrocchia dovettero sostare a prendere un bicchierino di acquavite, e dare una benedizione. Poi sulla strada incontrarono due dei capi del paese che li aspettavano con un jebrìk in mano e dovettero contentarli fermandosi e bevendo. Era sera quando entrarono nella cella del parroco. La parrocchia di Kiri non era troppo vasta; le più lontane delle 80 case erano a un’oretta dalla chiesa. Solo Kasneci, la contrada del bnjraktàr, che era già stata visitata dai missionari, stava di là del torrente. Era parroco il R. P. Rodolfo da Piacenza, vecchio venerando che aveva lavorato per più di 30 anni nelle montagne del Dukagjini, specialmente a Shala. Egli quel giorno non era in casa poiché si era recato a Shoshi dal Padre Prefetto della Missione col quale sarebbe tornato due giorni dopo come avvenne. Si annunziò per la mattina seguente la venuta di Mgr. Vescovo, che comparve realmente e fu molto contento in vedere che fin da principio prima che fosse annunziata la missione fossero accorsi 78 ragazzi e molti adulti. La missione si annunziò pel giorno dopo che era un sabato, 4 marzo. Il popolo era pieno di entusiasmo e aveva desiderato la missione anche per pacificare certi sangui e certi odi che tenevano sottosopra il paese. I fanciulli passavano il centinaio; la chiesa non bastava per la folla; si pregò, si preparò bene il terreno, e l’il, giorno di chiusa, si ottenne la desiderata pacificazione di due sangui, c di altri odi. Fu fatta l’erezione della Croce e nella stessa occasione si benedisse una quantità di Croci pei sepolcri. Fu pure aggiustato quello stesso giorno l’affare dell’alfiere che era stato offeso in pubblica adunanza. L’offensore per sottrarsi a una subita vendetta dovette dare i pegni e sottomettersi a una tecchiardia o giudizio degli anziani o capi, e avrebbe dovuto dar denari a destra e a sinistra per avere una sentenza più mite; l’alfiere in presenza di Mgr. e dei missionari perdonò. Un altro caso venne a prolungare i benefici effetti della missione di Kiri. Si trovava per combinazione quel giorno alla chiusa della missione un montanaro di Shoshi, che per certi sangui fra le due rispettive fratellnnze era in imbroglio con uno dei principali di Kiri, Lui Pali. È vero che si erano pacificati