— 57 — Mater in albanese. Ed era uno spettacolo come di una festa nuova e non più veduta, quella moltitudine di luci che brillavano e si movevano per le tenebre delle vie, così che i musulmani si domandavano il perchè di tale novità. E si rispondeva loro che eran venute le feste di Gesù Cristo che durerebbero 10 giorni. Ju kjosliin per hajr, rispondevano augurando, i musulmani: « vi sieno di prosperità! ». Insieme a innumerabili doni posti davanti al S. Cuore, vi si portaron pure come trofeo di vittoria romanzi e libri cattivi, carte da giuoco e canzoni scandalose. Il popolo fu preso da sentimenti che non si potrebbero descrivere, la sera che il Padre Pasi tuonava dal palco invitando tutti alla pace e al perdono, deponendo gli odi, pacificando i sangui, riunendosi nella fraternità dell’amore cristiano. Il rombo maestoso e terribile della campana maggiore che si sparse nell’ombra notturna fece quasi rabbrividire la folla come se fosse un’eco della voce di Dio che chiama e invita, ma anche minaccia e castiga. Tutti eruppero allora nel grido del perdono: Hallàll, hall all! Ài sentire quel rombo inaspettato di campana si commossero anche i musulmani, e i soldati del Pashà corsero col fucile in mano a veder che cosa fosse, sospettando che si fosse dato il segno di un assalto contro i quartieri musulmani da parte dei montagnoli, ma si calmaron subito quando compresero che la campana dava il segno della pace e del perdono. Fu tale il fervore religioso suscitato di quei giorni a Scu-tari che, come s’è accennato sopra, gli stessi ortodossi, donne e fanciulli, ne erano attratti come da una forza irresistibile e domandavano aneli’essi di confessarsi, e molto probabilmente parecchi riuscirono a farlo. L’ultimo giorno si sarebbe detto che la cattedrale fosse stata presa d’assalto prima che il P. Pasi salisse il palco per richiamare e inculcare un’ultima volta le grandi massime predicate durante quei giorni. Il popolo si rovesciò nel presbitero; montarono sulle balaustre, occuparono il pulpito e i gradini della scaletta, presero d’assalto perfino il palco del Missionario e si videro dei ragazzi arrampicarsi sul collo degli uomini. Quell’ul-tima predica fu ascoltata con avidità incredibile, e la scena