— 73 — dicendo che il Governo ha perduto tutti i luoghi dove noi siamo passati dando missioni; se ci possono aver in mano ci crivellano a schioppettate; io in capite libri. E finiva dicendo: Ti scongiuro per l’amore che ti porto e pel pane che hai mangaito in casa mia, per ora non andare a Scutari, nè ti avvicinare a Tusi; e quando verrà il tempo di ritornare alla tua casa in città, prendi tutte le cautele ed entra con prudenza, perchè ti giuro che niente più desiderano i turchi di Scutari che di ucciderti. La missione a Traboina era finita : tuttavia nel domani si empì la Chiesa quasi come i giorni precedenti; due individui vollero perdonare un odio e baciare il Crocifisso. Dietro a quei due vennero altri in quantità a condonare chi odi vecchi, chi ingiurie recenti loro arrecate nell’onore o nella roba. Ora non rimaneva più che la Parrocchia di Gruda per compiere il giro delle missioni che si era designato di fare nella Prefettura di Kastrati. L’andarvi era un nuovo rischio; a Scutari si pregava che stessimo quieti: ma il troncare aveva più inconvenienti che il continuare. Si trattava di una sola missione. Si tenne consulta; si pesarono le ragioni prò e contra; si inclinava a darvi una missioncina di tre o quattro giorni, e così salvare, come si suol dire, capra e cavoli. Ci fecero uscire d’ogni dubbio quelli che erano stati chiamati dal Governo il primo giorno della missione di Traboina, e tornavano allora da Scutari. Essi davano le più belle notizie; l’assedio alla città levato; i turchi quietati; libertà di entrare in città e uscirne; il giorno dopo si sarebbe riaperto il bazar, il che era segno di pace. Dopo queste notizie si decise di andare a Gruda, però restasse fisso di fare il più presto possibile e poi metterci in quiete. Gruda è una parrocchia assai dispersa; è divisa dal fiume Zemi; ha contrade distanti più di tre ore dalla Chiesa; i cristiani di Gruda avrebbero voluto che le percorressimo una per una; non si accettò per più motivi, e si predicò solo alla Chiesa ». Contro l’uso fin dal primo giorno si ammisero i fedeli alle confessioni. I ragazzi arrivarono al numero di 300; affluiva il popolo da tutte le contrade. La domenica ce ne vennero pure dal villaggio montenegrino di Trjepshi. Molti perdoni di sangui, ferite, rubamenti, e oltraggi recati a donne e ragazze. « Ma questi perdoni si facevano così di cuore e con tanta scioltezza e con sì belle espressioni da superare i perdoni di tutti gli altri luoghi dove siamo stati sinora. E non solo perdonava ciascuno per sè, ma si faceva apostolo, faceva animo agli altri a fare altrettanto. Si perdonò ai cristiani, ai greci montenegrini, ai turchi. Un cotale disse: Perdono l’uccisore del mio fratello