— 339 — mani. Monsignor Vescovo fece approvare e sancire la legge messa in iscritto con 12 garanti, che chi avesse mai in seguito a perpetrare un così orrendo delitto contro la religione dovesse esser mandato in bando dal paese e la casa bruciata, e i terreni per tre anni rimanessero incolti. La legge fu accettata dai Capi di ciascun villaggio. I musulmani ci tenevano moltissimo e pagavano somme assai grosse pur di avere una ragazza cristiana, ancorché fosse deforme. Con questo essi pensavano di esser tanto più simili al loro Sultano a cui, favoleggiavano essi, ciascun re o imperatore cristiano era obbligato a dare una sua figlia in isposa. A Raja come a Bétosha pare che le cose fossero andate meglio. Al P. Sereggi era venuto a far da utile compagno il P. Bonetti, e tutto il paese fu messo in condizione di ricevere l’Eucaristia. Ci fu un perdono di sangue, e molti che avevano già intenzione di dare le loro figlie ai turchi si ricredettero e promisero solennemente che non l’avrebbero mai fatto. Una povera ragazza che era già stata fidanzata a un musulmano, venne alla chiesa, si confessò e giurò che non avrebbe mai acconsentito di metter matrimonio con un infedele. Il Padre Genovizzi si unì al P. Sereggi per finire di percorrere le contrade di Merturi entrando poi per Cùrraj nel territorio di Nìkaj, e ridiscendendo verso la chiesa per incontrarsi col P. Pasi che faceva il giro inverso. Il giorno 20 dicembre eran tutti di nuovo riuniti presso il P. Luigi che si era adoperato durante due mesi indefessamente ad aiutare i missionari. Le escursioni fatte per le diverse contrade sebbene non avessero prodotto i grandi frutti delle altre missioni della diocesi di Pùlati, pure aveva innestato molte idee che non c’erano prima, e la grazia aveva mutato molti cuori. Uno dei capi di Nìkaj lo confessava apertamente. Prima di partire insieme coi missionari alla volta di Scutari per celebrarvi il Natale e riposare dalle grandi fatiche di un terribile apostolato, bisogna che lasciamo alla storia una nota curiosa che il P. Genovizzi fa nella sua relazione. Il suo occhio era stato attratto in chiesa da una lunga linea nera tracciata perpendicolarmente suUa parete. Essa indicava la statura gigantesca di un montanaro di Vrana che aveva raggiunto la bel-