— 122 — il nome di Qorr Begu, il beg cieco. Pretendeva poi che nessuno mai avrebbe osato ucciderlo. Un giorno mentre girava come il solito a cavallo, s’incontrò in un cristiano fandese, che guidava un carro. La strada era stretta e per passare conveniva che l’uno o l’altro si ritirasse in disparte. Qorr Begu intimò con alterigia al fandese di cedere il passo. Questi rispose che non dovevan farlo i bovi aggiogati al carro, ma il cavallo. Il beg offeso gli vomitò contro un sacco di ingiurie insultandogli anche la fede, che è gravissimo affronto, e passò. 11 Cristiano spianò il fucile contro il medico invulnerabile e lo stese morto al suolo precipitandolo dal cavallo. Corse poi subito a darne avviso al suo villaggio e special-mente ai suoi parenti e si chiuse nella sua kulla per difendersi. Si trattava di un pezzo grosso e tutti i musulmani di Gjakova piombarono sopra il villaggio dell’uccisore per farne terribile vendetta. I cristiani fecero subito comprendere che se essi volevano vendicarsi sull’uccisore o sulla sua famiglia non si opponevano, ma non avrebbero mai permesso che fosse toccato nessun altro. Allora veduta la mala parata si contentarono di incendiare la casa dell'uccisore e di altre due persone affini, e si ritirarono. Ma l’ucciso aveva molti amici e era nella besa di molte tribù che pretesero fosse troppo poco l’incendio di tre case. Si fece poi correr la voce che la morte di Qorr Begu dovea imputarsi al denaro dell’Austria che lo cercava a morte e che di ciò erano rei tutti i tandesi perchè tutti certamente erano stati pagati dall’Austria. Pertanto si radunarono tutte le tribù che avevano preso sotto la loro besa il beg, e decisero di dar addosso ai Fandesi che in tutto erano circa 400 famiglie col proposito o di sterminarli o di cacciarli fuori dal territorio di Gjakova. Eppure quei Fandesi tutti Mirditi venuti specialmente dalle montagne di Fandi chi per sfuggire all’incubo di un sangue, chi per strapparsi al morso atroce della povertà e trovar lavoro nell’opulenta pianura di Gjakova, erano quasi tutti coloni o affittaioli dei signori musulmani del paese, che questi avevan preferito ai loro correligionari, perchè più fedeli. Solo alcuni pochi avevan potuto comperarsi un pezzo di terreno e fabbri-tarsi una casa. I musulmani loro padroni, cittadini di Gjakova