— 23 — prelati non raramente illustri in tempi procellosi, abbiano vacillato fra l’obbedienza a Roma o a Costantinopoli o a Ipek sede del Patriarcato ortodosso serbo. Essa lottò fieramente a fianco di Venezia sempre vigile contro la perfidia scismatica e la barbarie ottomana. Lottò e ebbe i suoi martiri. Ripigliando il filo della storia ecclesiastica di questa chiesa, diremo che dopo una lacuna di più che 400 anni, ricomincia la serie dei suoi pastori che non sono più arcivescovi, più o meno ininterrottamente fino a questi ultimi tempi, quando il 15 marzo 1867 era restituita da Pio IX alla dignità di metropolitana aeque principaliter con quella di Antivari; Mgr. Carlo Pooten che vi era stato trasferito da Antivari, conservava ancora il titolo e la giurisdizione su tutte e due le metropoli, finché in Mgr. Pasquale Guerini, Scutari ebbe un arcivescovo tutto suo il 6 febbraio 1887 giorno in cui ne prese possesso. E con questo arcivescovo siamo arrivati di nuovo alla porta della Missione Volante. Ma prima di riprendere la storia dell’attività missionaria del P. Pasi, conviene che ricordiamo alcuni fatti storici che mettono in luce la vita spirituale di questa diocesi a traverso i tempi. La corrente spirituale di Roma e il vincolo giuridico che legava le chiese albanesi del Nord con la città eterna furono mantenuti oltre che dalla tradizione loro propria anche dalla grande attività che vi spiegarono fin da un tempo remoto alcuni celebri ordini religiosi deU’Occidente. I documenti ce li presentano solo dopo il sec. XI e pei Domenicani e i Francescani si comprende, poiché non potevano stabilirsi in Albania prima di nascere. Ma sembra che l’Ordine benedettino, del quale si trovano ancora sul suolo albanese le più celebri rovine, ci abbia messo il piede prima ancora dell’anno mille. Troviamo infatti nel sec. XII già 4 monasteri benedettini nell’Alta Albania, fra i quali il monastero dei SS. Sergio e Bacco a 6 miglia da Scutari sulla riva sinistra della Boiana, è già circondato da un certo splendore poiché serviva di sepoltura ai principi serbi risiedenti a Scutari. Comunque sia l’Ordine benedettino inalzava i suoi baluardi contro lo scisma orientale in un tempo assai opportuno per contribuire possentemente a mantenere intatta la tra-