— 212 — della Dalmazia (1) a dare i richiesti esercizi al Clero; i missionari di Scutari avrebbero tenuto subito dietro per aiutare a dar poi le Missioni al popolo. Quanto alla prima condizione imposta da Roma all’Arcivescovo, egli non solo non ne fece mai nulla ma neppure ne psilò, e anzi fece in modo che il disegno dovesse andare a vuoto, come andò, per allora, di fatto, o perchè credesse che i Padri missionari fossero favorevoli all’Austria alla quale egli era contrario, o per altri motivi che non gli rendevano gradita la permanenza stabile dei Padri in quella città. Quanto poi all’esecuzione della seconda condizione, egli invitò certamente i Padri a dar le missioni, ma siccome lo faceva per forza e unicamente per ordine del Sommo Pontefice, così non aiutò i missionari presso il Clero e presso il popolo in modo che la loro opera riuscisse efficacemente. Egli semplicemente lasciò fare (2). Il P. Giorgio Jèramac, Superiore di Ragusa, e in fama di espertissimo missionario, giungeva a Prizrend verso gli ultimi di giugno per dare ai primi di luglio la prima muta di esercizi al Clero nel palazzo episcopale. Il P. Pasi partì da Scutari il 26 giugno in modo da prender seco il P. Genovizzi a Qafamalit dove stava terminando le missioni date quell’anno nella Mirdi-zia, e arrivarono a Prizrend la sera del 30 giugno. Ma per via avevan corso un grosso pericolo, poiché un prepotente musulmano che chiudeva il cammino minacciò di tenerli ostaggi in (1) D. Nicolò Glasnovié rispondendo a una lettera del P. Pasi il 15 Aprile 1899 riguardo agli Esercizi Spirituali da dare al Clero, gli aveva scritto esser necessario che fosse una persona sconosciuta e che si desse una muta a Prizrend, l'altra a Gjakova. Aveva pur avvertito che per allora le Missioni al popolo non erano opportune. (2) Anche Propaganda aveva espresso chiaramente gli ordini della Santa Sede. S. E. il Card. Ledóchovski con lettera 24 Aprile 1900 al P. Pasi, gli aveva fatto sapere che dovendo Mgr. Trokshi far ritorno alla Sede di Prizrend, si sarebbe recato dallo stesso padre a prendere gli opportuni accordi per le missioni da predicare nell'Archidiocesi di Scopia, « essendo ciò preciso volere del S. Padre ». Badasse soprattutto a procurare la riconciliazione dei partiti. Essere inoltre volontà del S. Padre che si stabilisse nell'Archidiocesi di Scopia e specialmente a Prizrend una residenza dei sullodati Padri e per questo doversi impegnare lo zelo del Padre, perchè d'intelligenza con Monsignore, se ne curasse l’esecuzione. Desse poi gli opportuni consigli a Mgr. Trokshi e tenesse informata Roma.