— 311 — Il Padre avrebbe dovuto passare da Shoshi a Toplana, ma siccome vi erano occorsi propiio di quei giorni degli omicidi e tutto il paese era sottosopra e senza tregua, così era inopportuno e anzi pericoloso cominciarvi la missione che non avrebbe ottenuto nulla, e però d’accordo col Vescovo preferì recarsi a Dush-mani. Per una parrocchia di 9 contrade distanti qual più qual meno fino a 4 ore dalla chiesa, sarebbe stato necessario un mese di lavoro missionario, invece il Padre non ci potè consacrare che due settimane. Partiti insieme col M. R. P. Leonardo da Scutari, parroco di Dushmani, arrivarono con 4 ore di viaggio orribile fra burloni e precipizi a Gurilekés (Curi i Lekes) che è l’ultima constrada di Shoshi. Ci presero qualcosa per desinare e ripartirono. La sera arrivarono alla prima contrada di Dushmani che si chiama Malaxhí. Eran circa 30 case in due gruppi; 15 in una gola di monte e si chiama Fuska, altre 15 a cavaliere del colle vicino e si chiama Dardha. Stando la sera dopo l'Ave Maria a discorrere alla porta di casa con uno della famiglia, il Fratello che era un po’ più in là si accorse di uno che si avvicinava carpone pel campo di granturco alla chetichella. Probabilmente costui cercava qualche sangue da quei di Malaxhí che ne erano in debito coi vicini. 11 fratello corse ad avvisare, e quegli accortosi di essere osservato, si allontanò. Alcuni della famiglia lo rincorsero colle armi, ma s’era già messo in salvo. Chi trattiene il montanaro in casi simili? Il giorno dopo cominciò la missioncina, e tutti furono molto solleciti di accorrere alla chiesetta. Di notevole non avvenne che il perdono di un sangue che il Capo del paese esigeva da uno di Gurilekès per l’ingiuria fattagli di sposare senza sua licenza, la cognata. Poiché c’era uso nelle montagne che morendo il marito, la donna potesse es«er tenuta un anno dalla famiglia del defunto, nel qual tempo non le era lecito andar a nuovo marito senza averne il permesso. Si era sparsa la voce che egli avesse voluto tenerla per sé, voce che egli negava ma che la donna a scusa del non aver voluto tornare in casa da una visita fatta ai parenti e della fuga che poi prese, confermò. Ora, quantunque a gran malincuore, in quei giorni si arrese a perdonare, esigendo