_ 4 — più o meno varia, ma sempre sicura, penetrata nell'intimo della coscienza di chi la possiede, di un vasto ciclo di scienza e di letteratura, ma implica inoltre un impulso ordinato al miglioramento, all’elevazione dei propri simili. Vi è inerente, per conseguenza, un elemento fattivo di volere, di filantropia, che sgorga dall’indole stessa delle cognizioni acquistate con un lavoro assiduo e costante di studio generale degli scrittori più celebri. Dipendentemente dalle varie fonti e dal contenuto preponderante di una cultura, avremo una cultura nazionale, una cultura generale, una cultura particolarmente scientifica, letteraria, filosofica, artistica, ecc. ecc., ma a dir vero la cultura implica che ci sieno cognizioni varie attinte in campi dissimili tra loro. In questo senso esiste una cultura tradizionale, tipicamente albanese, e di qual carattere proprio? Come esiste una lingua albanese, così esiste, fino a un certo punto, anche una cultura animi albanese. Ma se consideriamo le condizioni generali del popolo, nelle dipendenze da quella che è la vera e propria cultura, questa in Albania non esiste. Le più antiche monete coniate pei re illirici portano iscrizioni greche; nel paese che dal Medio Evo in poi si è venuto denominando Albania, non si è trovata ancora un’iscrizione che rammenti la lingua degli Schipetari. Tutto il paese invece è seminato di ricordi e di monumenti che narrano la grandezza di Roma e di Venezia, il commercio e la cultura greca, bizantina o slava. La lingua è l’unico monumento della sopravvivenza di elementi spirituali dei primissimi abitatori di questi luoghi che sembrano avere un certo legame con gli attuali, nel rimanente Vlllyricum in queste parti è muto, non ha una sola parola per esprimere la sua anima; è muto come le sue tombe, e come le sue mura ciclopiche di cui rimangono ancora dei resti anche nell’Albania del Nord. La Grecia e Roma come l’han fatto vivere con le loro navi mercantili e con le loro colonie sul mare, così gli hanno prestato la lingua per intendersi in faccia ai popoli delle grandi culture classiche e per lasciare sottoterra con le monete un ricordo, un monumento della sua esistenza. Qualcosa d’illirico dev’essere passato nel vestiario, nella lingua, che certo si è enormemente