DOCUMENTI SERIE I. I. Santi Albanesi e Apostasia. Nella Introduzione a questo secondo volume, dopo aver trattato della Cultura Albanese, finalmente per risolvere un problema accennato qua e là un po’ da per tutto nel corso dell’opera, e riassumere quel che risulta daH’indagine storica, ho presentato sinteticamente i due aspetti principali della sua storia religiosa: i Santi e l’Apostasia. Ecco i documenti. I Santi in Albania. Partendo dai primi secoli del Cristianesimo, in quello che nel Medioevo, verso il mille, si venne come abbozzando e prendendo fermo nome di Albania con un territorio ben definito, la tradizione ricevuta dai Menei Greci, ci presenta due Santi, riferendoli al secondo secolo dell’era cristiana: S. Astio, Vescovo di Durazzo e Martire; S. Danacte chierico e lettore della Chiesa di Valona. « Certamen Sacrosancti Martyris Asteii Episcopi Dyrrha-chii » (e ne segue un breve elogio). E di S. Danacte: « Hic ex Ulyrico oriundus, loco qui Aulon dicitur, Clericus fuit sanctae Dei, quae ibidem erat, ecclesiae. Cum sacra vasa ac-cepisset ut illa ab infidelium incursione servaret, quodam loco ab illis deprehensus iussus est Baccho sacrificare. Sed cum id ut ageret induci non posset, gladiis eorum confossus occubuil ». I Bollandisti riportano le testimonianze a cui accenniamo il giorno 16 gennàio pel Santo chierico di Valona, ai 6 di luglio pel Vescovo Martire di Durazzo. Prima di riferire qual valore attribuiscano gli storici moderni a tali documenti bisogna far alcune osservazioni geografiche. Prima di tutto notiamo che Illyricum non è Illyria. L’Il-