— 245 — scappò di chiesa. Egli si ritirò sotto un portico e stava vicino a un fuoco che vi era acceso, sbuffando sempre dalla rabbia. Tuttavia non voleva restare fuor della funzione pubblica come un cane. Appena fu eretta la Croce egli era ancora vicino al fuoco che smaniava e gridava come un energumeno. Nel pomeriggio domandò di parlare con Mgr. Vescovo e col missionario per vedere se ci fosse restata per lui qualche benedizione, poiché temeva invece di essersi tirata addosso la maledizione. Soggiungeva però che veramente gli era impossibile perdonare il sangue. Si cominciò a parlargli quietamente perchè si persuadesse colle buone, ma s’induceva a perdonare al padre degli uccisori, e a dare a questi una besa, ma perdonar proprio del tutto, no. Ci fu chi suggerì che gli si mettesse avanti il Crocifisso, e il Padre uscì inosservato, lo prese e glielo mise sulle ginocchia, dicendo che era Cristo stesso e non lui nè il Vescovo che gli domandavano di perdonare. Tutti gli astanti lo esortavano a cedere; e egli si alzò e piangendo baciò il Crocifisso. Dopo quelPatto si sentì del tutto tranquillo e rasserenato e ringraziava d’averlo indotto a perdonare. La sera verso il tramonto era condotta davanti a Mgr. Vescovo la vecchia madre dell’ucciso, mezzo cieca. Essa non era potuta andare alla Messa ma ci aveva mandata la figlia e la nuora, moglie dell’ucciso. « Queste — son parole del P. Pasi — erano tornate spaventate in casa, e piangendo dicevano: Povere noi! Oh! che cosa è avvenuto oggi in chiesa! Tutti furono benedetti, e solo la nostra casa restò senza benedizione. Sokol fuggì di chiesa; il Padre lo pregò col Crocifisso in mano che perdonasse per amor di Gesù Cristo, ed egli rispose che piuttosto si sarebbe fatto turco, e scappò via. La vecchia in udir tali cose si spaventò, e: Come? disse. Ma io che sono la madre dell’uccsio perdono per amor di Gesù Cristo. Io sono pronta ad abbracciare gli uccisori di mio figlio: vengano pure che li bacio, e li terrò in luogo di mio figlio. E perchè Sokol non vuol perdonare? perchè vuol tirare la maledizione sulla nostra casa? Conducetemi subito alla chiesa, voglio dire al Vescovo e al P. Deda che io perdono di cuore, affinchè dia anche alla nostra famiglia la benedizione. Di fatto la buona vecchia condotta a mano passò il torrente, e fatta la salita del monte, venne a ripetere a Mgr. Vescovo ed a me che perdonava di cuore, che avrebbe tenuto in conto di figli gli ucci-