— 43 — non che avvenne cosa che li tenne un po’ sospesi. È un fatto così caratteristico che bisogna lasciarlo raccontare al P. Pasi. « Una donna greca (cioè ortodossa), sposata ad un cattolico della parrocchia di Bàisa, in pochi giorni mise un tale scompiglio in tutte le montagne della Prefettura di Kastrati e luoghi vicini, che si potevano temerne le più funeste conseguenze. E che cosa fece la greca? Essa un giorno annunziò che fino allora era stata strega e che insieme con molte altre sue compagne aveva fatti danni grandi specialmente mangiando bambini, tacendo morir animali ecc. ecc. Ora esserle toccato di dover mangiare il proprio figlio ed essere perciò compresa da tanto orrore che rinunziava per sempre ad essere strega : solo veda la famiglia di custodire il figlio dalle altre streghe, che sono molte e cercano fargli danno e ucciderlo ». Così essa. Si può facilmente immaginare l’effetto che produsse un simile parlare. In un momento si sparse la voce che nei villaggi di quelle montagne c’erano delle streghe, che facevano danni grandi; e con questa malizia nacquero altresì mille sospetti che la tale e la tal’altra fossero streghe, che il tale e tal altro fossero morti per magie lor fatte, che il bestiame andasse male per la stessa ragione ecc. ecc. Quindi un domandare ed un voler sapere chi fosse strega e chi non lo fosse; e un continuo sospettare, di modo che tutte le donne brutte e tutte le vecchie passavano per ¡streghe. C’è poi tra quei montanari un’opinione che la strega finché è occulta può fare ogni male, ma se si arriva a scoprirla per tale, non può più danneggiare veruno. Quindi un continuo domandare alle donne se sono streghe e un volere a tutti i costi che confessino d’esserlo e un costringercele col revolver alle tempie e con altri maltrattamenti. La greca poi, che, come si conobbe più tardi, in quanto diceva e faceva aveva un interesse, nominò parecchie donne e le disse streghe; e queste furono tanto impaurite e maltrattate che confessarono d’esserlo veramente. Si disse che tutte le streghe dovevano essere abbruciate, se non si dichiaravano tali; e si cominciò con la moglie di un capo o persona principale di Bàisa, che spogliatala si mise tra due fuochi accesi fino ad abbruciarle le carni e storpiarla. Lo stesso si voleva fare a Sckreli, bandiera o tribù principale composta di parecchie contrade o fratellanze. Siccome là pure molte donne erano imputate d’essere streghe, si decise di voler sapere di certo quali lo fossero, e andarono d’accordo di volerle scoprire col fuoco e si scambiarono i pegni tra villaggio e villaggio dandosi gli uni e gli altri libertà di procedere contro le imputate. Aveano chiesto alla greca d’indicare tutte le streghe di Sckreli; ma essa rispose che non potea farlo, se non