— 320 — rissa tra due fratelli, ma per fortuna tutto fini in pace. Marco che era tornato cpialche giorno prima da Scutari diceva che dovunque c’è un entusiasmo incredibile per la missione. Se ne parla da per tutto e dove il missionario non c’è stato ancora scongiurano perchè ci vada. Merturi e Nìkaj però saranno un osso duro. Giunge aa Nikaj il P. Evangelista da Firenze, per aiutare per le confessioni, e concertarsi sulla missione di Nìkaj. I ragazzi vicini alla chiesa custodiscono a un tempo anche gli animali, e fra l’una e l’altra orazione gridano alla pecora o tirano un sasso alla capra. 29. Domenica. — Chiusura della missione. I padri di famiglia per acclamazione consacrarono le loro donne e le figliuole al S. Cuore, per mettere un freno all’immoralità e guai a chi avrebbe avuto poi ardire di far loro ingiuria; misero per garanti dell’offerta e della promessa S. Giovanni, S. Michele e S. Nicolò principali loro protettori, rendendo così impossibile ogni libertà di costume. Parecchi venendo spontaneamente a baciare il Crocifisso in pubblico fecero giuramento che non avrebbero più rubato, fornicato o altro, e quando il Padre levò la voce a dire che non intendeva che restasse nessuna benedizione per chi teneva donna in peccato, nove gjynahtarè si levarono a un tratto per baciare il Crocifisso e dire che abbandonavano il peccato, e il popolo gridava: abbi la faccia bianca! ti perdoni, ti benedica il Signore, ecc. Si presentarono pure le donne che erano state di pubblico scandalo, baciarono il Crocifisso e furono benedette. Così non rimaneva più nessun concubinato a Raja. La Messa che il missionario aveva offerta al Sacro Cuore aveva ottenuta quella grazia, le preghiere degli umili e dei fanciulli. Si stabilì la legge che non si venisse la domenica o le feste alla Messa per riscuotere i debiti, dando ciò occasione a risse e discordie, e allontanando il popolo dalla chiesa. Fu messa Ih sanzione che chi osasse venire alla chiesa per debiti o questioni, gli fosse bruciata la casa. Ci furono dei perdoni, ma non vere pacificazioni di sangui, poiché mancavano i principali padroni dei sangui, cioè quelli che dovevano perdonare.