— 100 — po’ coi segni, un po’ girando tra le file rimettono ciascuno nella posizione dovuta. Ma il mezzo migliore per rinnovare l’attenzione è di ordinare che tutti si alzino in piedi senza rompere le file. Allora si canta una canzoncina alla Madonna e s’insegna la poesia sui Misteri principali della fede, che ha composto Mons. Lazzaro Miedia, quando era ancora in Seminario, la quale è molto istruttiva e piace assai. Dopo averli lasciati così un poco in piedi, si fanno inginocchiare e si canta una Posta del Rosario. Poi si fanno sedere e si insegnano i Comandamenti col metodo adoperato pel Catecliismetto; e si chiude raccontando un fatto. Questo è il metodo tenuto in questo primo esercizio; in seguito si vedrà se mantenerlo così o modificarlo, purché si ottenga ciò che si desidera ». I ragazzi ci prendevano tanto interesse che qualcuno interrompendo la lezione, domandava se il Padre ci sarebbe tornato pure il giorno dopo. E i bambini non facevan certo questa domanda perchè fossero noiati; lo mostrarono col bene che ne ricavarono. Da quel giorno fu deciso che ogni settimana un Padre si recasse all’Asilo per insegnare anche ai bambini « come l’uom s’eterna » direbbe Dante, che aveva profondo il senso di quella fede che salva gli uomini. 13. — Missioni di Berdica e di Trùshi dal 15 genn. al 1. febbr. 1905. Dopo aver riposato dalle missioni di Puka per una ventina di giorni, alla metà di gennaio i missionari erano di nuovo per le vie dell’apostolato. 11 P. Pasi prese con sè il P. Stefano Za-drima e discese da Scutari nella pianura lungo la Bojana, per dare la missione a Berdica. Le famiglie di questo villaggio erano allora 77. Tutto riuscì regolarmente, e per non ripeter quel che avviene in tutte le missioni, accenneremo solo un caso particolare. C’era a Berdica un giovanotto sui 25 anni. Durante la prima missione a 12 anni egli si era segnalato sopra tutti per bontà e buona riuscita. Si sperava molto da lui se si fosse conservato buono. Se non che traviato da un compagno che sarebbe stato meglio non avesse conosciuto, si buttò al mal fare tanto che si rese colpevole di 4 omicidi. Il sangue chiama sangue e anche la sua famiglia dovette pagarne con la vita di alcune per-