— 8 — Quanto ai Cattolici, non li potè distruggere, non riuscì a pervertirli se non in parte, ma ottenne certamente di paralizzarli in tutto e per tutto fuor che nell’esercizio primitivo della loro religione. Certo l’IsIam non ha permesso in nessun modo lo sviluppo della loro lingua e della loro cultura : i pochi libri religiosi in albanese che videro la luce prima della seconda metà del secolo scorso, furono stampati all’estero. Bisogna dire però che una setta affiliata all’islam, quella dei Bectascij, come ha favorito il sentimento nazionale, così ebbe a favorire caldamente la cultura : basterebbero i Fràsheri a provarlo. Ma ciò fu non per intimo principio, non per un istinto di rispetto a tutto ciò che è legittimo e per impulso di universalismo, poiché la religione e la cultura bectasciana è tutta pregna di orientalismo asiatico, ma per ragioni di contrasto con l’IsIam ufficiale, per avere un’arma e una protezione di fronte a chi li perseguitava spietatamente. L’emigrazione condusse anche gli Ortodossi sulla stessa strada, ma l’ortodossia in sé e per sé fu sempre implacabile nemica di qualunque risveglio nazionale o culturale in Albania. La storia dunque della cultura albanese ce la presenta mentre nasce dall’universalità cattolica del Cristianesimo, e in atto di fiorire più tardi in seno al Cristianesimo stesso sviluppandosi a mano a mano all’urto coi tempi nuovi, quando la Grecia e i popoli balcanici scosso il giogo turco si aprivano vie loro proprie, quando l’Austria fece sventolare il suo vessillo promovendo artificialmente un sentimento che neppur a essa avrebbe poi fatto troppo comodo. I Bectascij e gli Ortodossi collaborarono indubbiamente. Quando l’interessé (a cui è molto sensibile l’Albanese) lo imporrà, e le circostanze della nuova Albania creata artificialmente dall’Europa (poiché i musulmani nella loro stragrande maggioranza avrebbero preferito rimanere coi Sultani) ci affibbie-ranno questa nuova coccarda o etichetta, anche il Sunnismo si metterà per la stessa via. Però siamo ancora lontani dall’avere una cultura propriamente albanese: una lingua che si sviluppa, sì, ma sparsa in mille frammenti di pensiero discordi fra loro, a traverso il guazzabuglio delle scuole e delle università a cui non si sa se si formano o deformano gli studenti della nuova Albania.