— 86 — montagne albanesi, vigeva la legge, corruzione, forse, per abuso, del kanù primitivo, che per un omicidio cade in sangue, come suona la frase del popolo, o, come noi si direbbe, sotto la legge del taglione, non solo l’uccisore (il doràsi) o, tutt’al-più i maschi della sua famiglia (poiché le donne non cadono mai in sangue), ma tutta la parentela e alle volte la tribù o il fis. Dicevo che probabilmente la legge primitiva era più mite, e ne sia prova un fatto che era avvenuto circa 30 anni prima della missione di cui facciamo la storia, nella tribù di Selce. Il fatto è riferito dal P. Angelo Sereggi. Un tale aveva preso il sangue sopra un innocente solo perchè apparteneva alla fratellanza dell’uccisore. I capi della tribù radunatisi giudicarono il reo o al bando perpetuo dalla bandiera, o a sottomettersi al giudizio del Pashà di Scutari. Il condannato preferì la seconda pena e si recò egli stesso dal Governatore con una lettera dei capi e confessò senz’altro il suo delitto. Il Pashà non ebbe bisogno d’altro processo e lo fece mettere a morte. Quel fatto incusse un tal timore nella tribù che da quel tempo nessuno osò più trasgredire la legge che proibisce vendicarsi fuor della famiglia dell’uccisore. A Vukli invece era prevalso l’abuso, e però al tempo della missione buona parte della popolazione era fuori, raminga per paura delle vendette. La missione vi mise riparo e richiamò i fuggiaschi perdonandosi tutti i sangui che erano circa 24. Anche a Vukli le offerte fatte spontaneamente al Sacro Cuore formarono una somma cospicua. Un pover’uomo che non aveva altro si volle privare del porclietto da latte che era l’unica sua ricchezza; e non si può ricusare l’offerta perchè se l’avrebbero a male. Avvenne poi un atto bellissimo di generosità e di perdono fra due famiglie di Nik^i, contrada di Vukli. Una famiglia che era in debito di un sangue aveva ottenuto il perdono, ma doveva sborsare la somma convenuta per legge per ogni omicidio o ferita. Ora quella famiglia era così povera che non avrebbe potuto pagare se non vendendo il podere che era l'unico sostegno della famiglinola. Durante la missione, il creditore rinunciò spontanemente alla metà della somma, e volle che il poderetto rimanesse alla famiglia finché vivesse la donna di casa e fossero date a marito le due ragazze, unica prole. E si