— 28 — ecc. Non si hanno dati sufficienti per stabilire in qual misura il cattolicismo avesse perduto o andasse perdendo terreno di fronte al montare dell’onda scismatica e per effetto della grande apostasia e dell’emigrazione cagionata dall’IsIam. Le rovine e le devastazioni nel campo cattolico furono certamente enormi, sebbene sembra che a poco a poco per lo reio dei vescovi e il grande risveglio religioso portato dalle missioni francescane, il cattolicismo si rimise a poco a poco tenendo valorosamente testa allTslam e allontanando lo scisma. Al tempo di Mgr. Pietro Bodgan nella diocesi di Scutari, se si sta alla relazione che egli diede a Roma, non c’erano che 15.000 cattolici. Un secolo più tardi, come si à da una statistica del 1745, la diocesi contava 17 parrocchie, con 2072 case cattoliche e 16271 fedeli. Si deve notare che durante l’epoca ottomana, il clero fu sempre scarso al bisogno; l’arcivescovo di Antivari Marino Bizzi dopo la visita fatta alle chiese dell’Albania raccomandava ai vescovi che si avesse cura di provvedere le parrocchie di sacerdoti formati debitamente alla loro alta missione. La parrocchia di Scutari si raccoglieva intorno al quartiere di ’ Tophana ,; vi era in quei pressi la chiesa di S. Nicolò trasformata poi in moschea verso dove si dirama la strada che porta a traverso le colline di Tepja al ponte di Balnjallèk. Esiste ancora la piccola chiesa di S. Maria Maddalena oltre il ponte della Bojana sulla strada che per Kìsaj (Kìshaj?) c Kazen va a Shiroka. Troviamo nel Farlati che il Vescovo Francesco IV vi ebbe la consacrazione episcopale da Giorgio Arcivescovo di Antivari l’8 luglio 1788 assistenti Giovanni Logoreci (o Giovanni Vescovo di Pùlati?), e Paolo Doda abate dei Mirditi. Fino al tempo del Congresso di Berlino appartenevano a Scutari anche le parrocchie di S. Nicolò alle foci della Bojana, Dulcigno (che secondo la statistica del 1745 non aveva che 20 cattolici), S. Giorgio e Kllezna. Alcune parrocchie delle montagne soprascutarine (nella seconda metà del secolo scorso, secondo una relazione del 1864, ce n’eran nove: Kastrati con 1032 fedeli, Rapsha con 1253 fedeli, Traboina con 1187 fedeli, Gruda con 1022 fedeli, Ku^i con 255 fedeli, Trjepshi con 672 fedeli, Selce con 1899 fedeli e Vukli con 1621), appartenevano alla Prefettura Apostolica di Kastrati dei RR. PP.