— 65 — Regalarono al S. Cuore per 500 lire di offerte; fra l’altro 50 capi di bestiame lanuto, scelti tra i migliori che ciascuno aveva nel suo gregge. Il giorno del perdono fu commoventissimo. Siccome pioveva dirottamente, dopo la funzione si disse al popolo che facessero l’abbraccio in Chiesa. Furon primi a farlo i piccoli che si misero subito a singhiozzare e a piangere che era uno spettacolo. Il pianto si propagò fra gli adulti e quella scena di commozione durò una mezz’ora che cavava le lacrime. « La Missione di Kastrati — continua il P. Pasi — era passata bene e senza disturbi, ma il temporale muggiva a Hoti, dove pare che il Demonio cacciato dalle sue varie stazioni, avesse messo le sue fortificazioni per tentare gli ultimi sforzi contro la Missione Volante. Era già stato dato l’avviso che il lunedì 22 marzo saremmo colà andati, e avremmo cominciata la Missione nella Parrocchia di Arapscia o di Brige per poi passare all’altra Parrocchia delia stessa tribù o bandiera che è Traboina. Ma la sera della domenica 21 si sparse a Hoti la voce che i Gesuiti non sarebbero altrimenti venuti, ma che da Kastrati sarebbero tornati in città per un ordine avuto dal Vali o Governatore di Scutari; giacché da Tuzi s’era telegrafato a Scutari che se i Gesuiti entravano in Hoti, ne sarebbero succeduti tumulti e uccisioni. Non si sa chi abbia fatto correre quella voce, nè se veramente a Tuzi si era tentato quel colpo; ma l’effetto che ne seguì, fu che la notte stessa si diede il kusctrìm o allarme con ischioppet-tate annunziando che si voleva impedire che venissero i Gesuiti a dar la Missione. In un momento si raccolsero 60 persone e volarono a Kastrati la notte stessa, decisi di impedire il nostro ritorno a Scutari e per forza condurci a Hoti. Noi non sapevamo nulla di quanto era accaduto, solo la mattina discesi per dire la Messa ci meravigliammo in vedere che tanta gente era venuta a prenderci e così di buon’ora, mentre eravamo intesi che venissero dopo mezzo giorno. Al momento non ci dissero nulla di tutto ciò che era successo a Hoti, ma poi in viaggio ci informaron di ogni cosa. Per via trovammo altri usciti essi pure ad incontrarci. Nelle presenti circostanze noi volevamo impedire ogni dimostrazione a nostro riguardo e favore; ma essi cominciarono a cantare e tirare schioppettate in segno di allegrezza; li interrompemmo, e si cantò invece il Rosario intero della Madonna, la Corona aurea del Sacro Cuore, lo Stabat Mater ed altre orazioni. Arrivati in vista della Chiesa di 5