— 144 — il popolo riempiva di nuovo la chiesa assistendo alla predica preceduta dal Rosario e accompagnata dalle litanie e dalla benedizione. Era il solito ordine schematico di ogni missione. Il quinto giorno della missione giungeva da Scutari il fratello il quale potè occuparsi particolarmente dei fanciulli che erano accorsi in numero di 150 circa. Dio versò le sue benedizioni sopra quel popolo in quella circostanza e il P. Pasi ci tiene a rilevare che la missione fu un vero trionfo del S. Cuore. Si pacificarono odi inveterati, si ottennero perdoni difficilissimi, si stabilì l’Apostolato della Preghiera, questa grande e bella espressione della Comunione dei Santi. Era incredibile il fervore religioso con cui il popolo ricorreva a Gesù Cristo che presenta in uno dei più riusciti quadri della missione il suo Cuore aU’uinanità sofferente, e le candele che vi si accendevano e i doni che si offrivano erano senza numero. Anzi il missionario prende occasione di raccontare parecchi fatti di guarigioni straordinarie di malattie fisiche e spirituali ottenute per intercessione di quel Cuore che è nel fondo eterno delle rivelazioni e dell'opera divina nel mondo. E si vede come in questi atti di pietà semplice in cui brilla tutta l’umiltà e il sacrificio intimo dell’anima umana, splende il genio divino del Cristianesimo, che è spogliamento di egoismo, rinuncia al terreno, dedizione al divino, carità. Per questo ritorna sempre nell’atto, nella pratica, la predilezione che Cristo ha praticato verso gli umili, i semplici, i sofferenti. In questo sta tutta la grande filosofia della religione cristiana. Il 28 settembre il Padre partì per Ipek. Fino a Gjakova viaggiò insieme con Mgr. Arcivescovo e col P. Roberto da Cles Min. Rif. che era stato trasferito dal Sinodo a Prizrend. La sera del 29 arrivavano a Ipek. Vi si celebrava la festa di S. Michele, e i cristiani accorsero a gara a dare il benvenuto ai missionari. Cominciarono la missione il giorno 1. ottobre che era la solennità del Rosario. Fu tenuto il metodo di Prizrend; il concorso fu stragrande, e ardentissimo il fervore suscitato nel popolo. Riuscì commovente in modo particolare la processione dell'ultimo giorno pel bacio del Crocifisso. Fu fatta nel corti-letto della chiesa, non potendosi uscire per timore dei turchi i