— 331 — cilate; i missionari coi pochi rimasti con loro erano ricorsi alla preghiera. Per fortuna s’intromisero dei pacieri, e ottennero una tregua fino al mezzodì del giorno seguente. « La mattina dopo, conclude un po’ umoristicamente il P. Pasi, i due novelli sposi credettero bene di fare un viaggetto di nozze fuggendo altrove, e quando noi a mezzogiorno partimmo per tornare a Dushmani la loro casa era in preda alle fiamme, e noi vedemmo i due sposi che dall’alto d’un monte vicino contemplavano quell’incendio ». Passando per Telumi, furon pregati di benedire i sepolcri e ci trovaron, fra gli altri, due persone che cercavano il sangue di un ragazzo ucciso innocentemente. Fu una scena commovente vedere Sokòl, il padre dell’ucciso, inginocchiarsi proprio sul sepolcro del figlio, e baciare piangendo il Crocifisso preso di mano dal missionario. Ritornato a Dushmani il P. Pasi trovò che il P. Sereggi era già partito per Toplana. Non essendoci pronti il giorno dopo gli otri e il graticcio alla Lesnica, dovette rimandare la partenza a due giorni più tardi quando fu possibile passare il fiume sulle spalle dei montanari. Alla chiesa parrocchiale raggiungeva il P. Sereggi il 23; la missione era cominciata il giorno precedente. Da pochi mesi vi era parroco il P. Gentile da Sar-tirana, religioso pieno di zelo, ma che non possedeva ancora sufficientemente la lingua albanese. Inoltre la parrocchia con le sue 60-70 famiglie era piena di sangui e d’imbrogli. Fu necessario prima di tutto ottenere una tregua per cui nessuno temesse di essere ucciso dagli avversari. L’anno prima il Governo aveva imposta una delle solite pacificazioni generali, ma un giovinotto, come accade, aveva preso il suo sangue in barba al Governo e ai dodici garanti. Questi però gli fecero scontar subito la pena; gli fu bruciata la casa, tolto il grano e il bestiame, e egli bandito dalla tribù con tutta la famiglia. Durante la missione parecchi diedero al Crocifisso il bacio del perdono, e fra gli altri i parenti della persona uccisa da quel giovane, e i 12 garanti, tranne uno che per essere pubblico usuraio e concubinario non volle riconciliarsi con Dio. Di quei giorni avvenne un fatto singolare. Uno di Toplana s’incontrò per via con un giovinetto di