— 114 — loro rovina, mentre si adoperava presso la S. Congregazione di Propaganda, e le ambasciate estere a Costantinopoli perchè costringesse la Porta a reprimere con la forza quella sollevazione come fu fatto, pagando anche 160.000 piastre pei danni arrecati. Questo stesso Arcivescovo fu uno di quelli che sottoscrissero al li Concilio Albanese il 1. Nov. 1871. Egli moriva a Prizrend prima dell’agosto 1878 e gli succedeva il 28 marzo 1879 il francescano Mgr. Fulgenzio Czarev che fu pure sotto la continua sorveglianza del Governo turco il quale lo costrinse a trasferire la sua sede a Scopia nel 1886. Nel 1889 fu trasferito a Hvar e morì nel 1891. Nel 1888 gli succedeva Mgr. Andrea Logoreci consacrato da Mgr. Guerini il 15 maggio 1887. Monsignor Pasquale Trokshi consacrato a Scutari nel marzo del 1893 succedeva a Mgr. Logoreci e finalmente l’ultimo Arcivescovo albanese Mgr. Lazzaro Mjedja prendeva possesso di quella Sede, ancli’essa per l’ultima volta albanese, nel 1909. Tale è schematicamente la storia di questa grande e illustre Archidiocesi passata attraverso il fuoco di mille incendi. Ma accanto ad essa erano sorte più o meno indipendenti tre altre chiese: quella di Okrida, di Prizrend e di Ipek. La prima e la terza ebbero a differenti punti di vista una grandissima importanza; la seconda interessa in modo particolare l’Albania perchè ne fu un centro illustre durante il basso Medio Evo soprattutto. La terza rappresenta lo scisma slavo che conservò il fuoco della razza e della tradizione serba a traverso i secoli di servaggio. Tutte e tre le Sedi hanno una reale connessione storica con la Sede di Scopia che rappresenta l’universalismo latino in mezzo ai Balcani e la forza incoercibile del Cattoli-cisino dinanzi ai flutti delle persecuzioni politico-religiose. Bisogna farne un cenno. Okrida è un vero faro di luce in mezzo alle ombre medioevali dei Balcani. Pur troppo la sua cattolicità non fu nè schietta nè costante. Essa sorse in una delle posizioni più belle del più bel lago balcanico intorno al quale si sono raccolti quasi a contemplarne la bellezza i diversi popoli che si sono accaniti con infinite lotte a contendersene a palmo a palmo il terreno. Questa chiesa fu una creazione della potenza bulgara. Lo Czar