— 74 — per amore del S. Cuore di Gesù e della Madonna Santissima. Egli è greco (scismatico) e sta in prigione a Cetigne; io gli perdono di cuore per sempre e prego voi Sacerdoti di interporvi presso il Principe del Montenero affinchè lo liberi dalla prigione. Un altro disse: Mi hanno ucciso il figlio; gli uccisori sono turchi, ma io perdono loro lo stesso per amore del S. Cuore di Gesù e di Maria SS.; perdono loro ora e per sempre l’odio, lo schioppo e i denari, che mi dovrebbero dare in compenso dei danni cagionatimi. Un terzo disse: sono trent’anni che ci siamo uccisi colla tal famiglia. È vero che ci siamo aggiustati quando ci fu la pacificazione imposta dal governo; ma l’odio non fu mai levato dall’animo, e fino ad oggi se avessi potuto vendicarmi, l’avrei fatto. Ora perdono sinceramente e voglio abbracciare gli individui di quella famiglia. Allora si avvicinò all’altare un altro e disse: M’hanno rubato nell’orto tutte le cipolle; fino adesso ho fatto di tutto per trovare il ladro e vendicarmi; ora perdono di cuore l’offesa e il danno ». Alcuni ridevano al perdono delle cipolle, ma un altro che aveva ricevuto un danno assai maggiore fu mosso a perdonare. Saltò giù dal muro dove stava ascoltando la predica, e fattosi largo tra la folla si avvicinò e disse: « A me hanno sfondata la porta di casa e rubato per tante mila piastre in grano e oggetti; non so chi sia stato, ma chiunque sia il ladro, gli perdono per sempre per amore del S. Cuore ». Gruda era piena di disordini; si può dire che non ci fosse casa senza odii, c’eran delle ingiurie di fresca data, come una ferita avvenuta per una donna disonorata, e ne era nata una tal complicazione di sangui, da non sperar rimedio, ma il S. Cuore di Gesù mise tutto a posto. Era poi una gara a portar offerte e regali a Cristo. E il modo spesso era commovente. Era venuto il giorno che si consacrava la parrocchia al S. Cuore. Per quel giorno si raccomandava che ognuno portasse la sua piccola offerta anche minima a Lui. L’idea entrava e moveva tutti. « Ma quelli che più commuovono — osserva il missionario — sono i ragazzi, che non avendo altro da offrire, portano un pomo, o una pannocchia di grano turco o una piccola moneta domandata ai loro genitori, ed essi stessi vogliono deporla da-