— 271 — mezzo per aprirsi la strada a far bene agli adulti; cominciò a chiamarli alla chiesa e insegnar loro le orazioni; andò egli stesso nelle contrade più lontane per catechizzare. I ragazzi cominciarono a imparare ed affezionarsi al Padre; la gente che prima non veniva mai alla chiesa, fuorché nelle principali feste di Natale, Pasqua, e forse una o due altre volte l'anno, cominciò la domenica a frequentare la chiesa. Cattivandosi l’affezione e la stima dei suoi parrocchiani il M. R. P. Camillo riuscì a persuaderli di stabilire alcune leggi pel bene materiale e morale del paese. Si tolse il costume d’invitare in certe feste tutte le bandiere, il che era fonte di povertà e di disordini. Limitò pure gl’inviti alla morte di qualcheduno, mentre prima si facevano spese enormi per dar da mangiare a un numero stragrande di persone che veniva da tutte le bandiere a fare i pianti e mangiare e bere. Riuscì a introdurre la fedeltà o sicurezza in una strada tra Scialla e Nikai e nelle chiese di Scialla, IVikai, Sciosci e Merturi, in modo che in detti luoghi nessuno possa uccidere un altro senza incorrere gravi pene e multe stabilite e da esigersi dalle bandiere che fecero la convenzione; mentre prima neppure in chiesa poteva uno star sicuro della sua vita. Fece pure metter la legge che nelle uccisioni non si bruciasse che la casa dell’uccisore, mentre prima si abbruciavano le case di tutta la fratellanza, e quindi si distruggevano le contrade » (1). Era pure riuscito d’accordo col Vescovo e col Governo a togliere i concubinati, ma quell’anno cessata la paura del Governo, e portati dalFuso e dalle passioni, tutti avevano ripreso le loro donne in peccato e non rimaneva al povero parroco che la speranza della Missione. Tengo sotto gli occhi un documento in cui il P. Camillo da Levico, vecchio e glorioso figlio di S. Francesco che vive ancora a beneficio di quelle popolazioni nel Dukagjini (2), espone un fatto al quale non accennano le lettere del P. Pasi. Che egli quando cominciò le missioni nella diocesi di Pillati avesse intenzione di far accettare anche da quelle tribù come a Puka alcune leggi religioso-civili riguardo a certi abusi, specialmente del tener donne in peccato, si rileva da quel che fece per le tre parrocchie di Pùlti e a Shoshi, e dal fatto che fece convocare alla cella di Kiri i vari parroci delle regioni, a cui voleva por- (1) Vedi in Appendice. Documenti. (2) Ora bisogna dire « viveva », poiché dovette ritirarsi l'anno 1932 dal campo del suo lavoro.